Roger Waters

Roger Waters critica la politica di Zelensky in una lettera aperta alla moglie del leader ucraino, Olena

«"Aiutare" l'Ucraina armando il Paese contro i russi significa prolungare la guerra il più a lungo possibile»

Roger Waters si è più volte espresso sulla guerra in Ucraina. Ha ripetuto di voler una nazione neutrale, libera dalle mire degli “imperi stranieri”, e ha più volte attaccato gli Stati Uniti – e dunque Biden – per aver fomentato e continuare a fomentare il conflitto mediante “aiuti” al Paese sotto forma di armi e tramite la NATO, che negli anni ha continuato ad espandersi verso Est, arrivando ai confini russi. Qualcosa che non era nei patti «al tempo in cui Gorbachev negoziò il ritiro dell’URSS da tutta l’Europa dell’Est».

In una lettera aperta rivolta a Olena Zelenska, l’ex Pink Floyd torna sull’argomento dettagliando maggiormente le responsabilità del marito di lei, Volodymyr Zelensky, e rispondendo a quanto lei stessa ha recentemente affermato alla BBC. «Faresti a cambio con un ruolo di comparsa nella guerra con quello di protagonista in una gabbia?», attacca Waters citando Wish You Were Here per ribadire che nessuna arma e addestramento militare accorcerebbero il conflitto, anzi. Più armi a suo parere significano più benzina sul fuoco bellico. E anche rileggendo la storia è sempre così che sono andate le cose e così stanno andando con la guerra russo-ucraina, con gli Stati Uniti primi responsabili del prolungamento del conflitto «il più a lungo possibile»·

Citando il programma con il quale Zelensky ha vinto le elezioni nel 2019, Waters entra nel merito delle accuse alla politica ucraina. Il leader del Paese avrebbe preso decisioni totalitarie e antidemocratiche spinto dalle frange più estreme dei nazionalisti. Avrebbe inoltre oltrepassato i confini della Federazione Russa spingendo così il Paese verso la guerra. Nel programma i punti invece erano quelli di porre fine alla guerra civile nell’Est del Paese, risolvendo la questione Donbas e concedendo parziale autonomia a Donetsk e Luhansk, oltre a ratificare ed aggiornare gli accordi di Minsk 2.

La lettera si chiude con un accorato invito a fermare guerra e eccidi, ma anche con una richiesta di dialogo rivolta a Olena Zelenska («Se mi sbaglio, mi potresti aiutare a comprendere?»)

Il tour negli Stati Uniti e la ristampa di Animals

Di recente Waters ha partecipato allo show di Stephen Colbert per promuovere la tournée attualmente in corso che lo terrà impegnato fino ad ottobre, una serie di date in cui i brani della formazione britannica fanno la parte del leone, a partire da The Wall. E a proposito di reinterpretazioni del catalogo della recentemente riformata band dei Pink Floyd, nei mesi scorsi Waters ha eseguito in solo anche Mother con le Lucius, Vera, Two Suns in the Sunset e The Gunner’s Dream.

Nel frattempo la ristampa remix di Animals ha finalmente una data di uscita. La pubblicazione è slittata di quattro anni per via di litigi sulle liner note tra Roger Waters e David Gilmour

Su SA, tra le altre, trovate la recensione di The Wall a firma Stefano Solventi e quella di Dark Side Of the Moon di Andrea Soncini. Ricordiamo inoltre che Roger Waters: Us + Them, il film dedicato all’acclamato tour 2017-2018 (di cui potete leggere la recensione su queste pagine), è disponibile per l’acquisto e il noleggio digitale.

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