Roger Waters
Roger Waters, still dall'intervista alla CNN (2022)

Roger Waters attacca Biden e la politica USA in una nuova intervista per la CNN

«Taiwan è parte della Cina. È un dato di fatto per l'intera comunità internazionale dal 1948»

Nei mesi scorsi, Roger Waters si è espresso sulla guerra in Ucraina dicendosi a favore di «un’Ucraina neutrale, libera dalle mire degli imperi stranieri». E già dalla prima data alla PPG Paints Arena di Pittsburgh di This Is Not a Drill, il nuovo tour americano e canadese, era risultato chiaro quanto l’ex Pink Floyd tenesse alla valenza politica dei suoi show, con particolare riguardo alle politiche estere mondiali, a partire da quelle degli USA.

Una nuova occasione per parlare di questi argomenti l’ha data una recente intervista concessa a Michael Smerconish della CNN sulla scorta di una dichiarazione piuttosto lapidaria in questo senso. Perché definire Joe Biden un «criminale di guerra»? Waters: «perché sta fomentando la guerra in Ucraina invece di incoraggiare il suo presidente, Volodymyr Zelensky, a negoziare una pace che porrebbe fine a questo orrendo conflitto». Waters sta dunque dando la colpa a colui che è stato invaso invece dell’invasore? No, è stata la NATO, secondo il musicista, ad aver forzato la mano. «Questa guerra ha sostanzialmente a che fare con la reazione a una politica espansionistica della NATO, ormai arrivata ai confini russi. Qualcosa che non era nei patti al tempo in cui Gorbachev negoziò il ritiro dell’URSS da tutta l’Europa dell’Est». La data d’inizio dei conflitti bellici avviene sempre molto prima della loro dichiarzione, rimarca, e ammonisce il giornalista («vatti a studiare meglio la storia») per poi provocarlo («Rifletti, cosa avrebbero fatto gli USA se la Cina avesse armato dei missili in Messico e in Canada?»).

Gli USA sono entrati nella Seconda Guerra Mondiale per via di Pearl Harbor. Prima erano isolazionisti. E grazie a dio i russi avevano già vinto la guerra a quel punto sacrificando 23 milioni dei loro uomini. Sono stati loro a proteggere me e voi dall’invasione nazista.
Roger Waters, CNN

Anche la recente visita di Nancy Pelosi a Taiwan rientra nella conversazione e dà un nuovo argomento a Waters per suggerire a Smerconish di informarsi meglio: «Taiwan è parte della Cina. È un dato di fatto per l’intera comunità internazionale dal 1948. O non leggi a sufficienza oppure credi alla propaganda del tuo paese. Non puoi sostenere alcunché sui diritti umani e Taiwan se prima non studi. La Cina non ha invaso l’Iraq uccidendo milioni di persone nel 2013». Alché il giornalista prova a rimbeccare: «lo ha fatto con la propria gente», riferendosi ai Uyghurs. E Waters: «Sono cazzate».

Di recente Waters ha partecipato allo show di Stephen Colbert per promuovere la tournée attualmente in corso che lo terrà impegnato fino ad ottobre, una serie di date in cui i brani della formazione britannica fanno la parte del leone, a partire da The Wall. E a proposito di reinterpretazioni del catalogo della recentemente riformata band dei Pink Floyd, nei mesi scorsi Waters ha eseguito in solo anche Mother con le Lucius, Vera, Two Suns in the Sunset e The Gunner’s Dream.

Nel frattempo la ristampa remix di Animals ha finalmente una data di uscita. La pubblicazione è slittata di quattro anni per via di litigi sulle liner note da parte di Roger Waters e David Gilmour

Su SA, tra le altre, trovate la recensione di The Wall a firma Stefano Solventi e quella di Dark Side Of the Moon di Andrea Soncini. Ricordiamo inoltre che Roger Waters: Us + Them, il film dedicato all’acclamato tour 2017-2018 (di cui potete leggere la recensione su queste pagine), è disponibile per l’acquisto e il noleggio digitale.

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