Che i figli dei Beatles finissero, prima o poi, a fare qualcosa insieme era nell’aria da tempo. Meme, ipotesi, sogni proibiti da fan forum: una nuova generazione Lennon/McCartney + Starkey che rifonda il mito. Ma è stato Zak Starkey a tagliare corto, con la solita, sana ironia britannica: “Se avessimo dormito su materassi pieni di pulci in un club di Amburgo, forse avrebbe senso. Ma siamo cresciuti in case troppo grandi anche solo per arrivare in cucina a farsi un toast”. Touché.
Eppure, metà sogno si è avverato. Dopo Primrose Hill (2023), malinconica ballata acustica firmata da James McCartney e Sean Ono Lennon, i due tornano a collaborare nel nuovo singolo dei Mantra Of The Cosmos, la band psych-freak fondata dallo stesso Starkey nel 2023 insieme a Andy Bell (Oasis, Ride) e agli Happy Mondays Shaun Ryder e Bez.
Il brano – Rip-Off – non guarda ai Beatles, ma semmai a un’altra memoria musicale condivisa: quella del sound di Madchester, il baggy, gli anni ’90 visti da fuori dalle mura dell’Hacienda. La nostalgia qui non è per gli anni ’60 ma per un’epoca lisergica, fumosa e collettiva, in cui il groove prendeva il posto del songwriting e le parole si perdevano nella danza.
Lo ribadisce il figlio di Ringo Starr anche nel teaser condiviso su Instagram, dove immagini dei Beatles scorrono su un collage visivo che ripete quasi ossessivamente che no, questo non è un pezzo dei Beatles. “È Mantra Of The Cosmos con dentro Sean e James”, ha spiegato a The Telegraph. “È Sean of the Cosmos e James of the Cosmos. È comunque la mia band”.
Una visione condivisa anche da Noel Gallagher, guest d’eccezione nel precedente singolo Domino Bones (Gets Dangerous): “È Dylan, Dalí, Ginsberg e un po’ di cosmico vaneggiamento. Bez danza sulle canzoni come Zak suona la batteria e Andy Bell pizzica qualsiasi cosa abbia corde. E hai la formula”.
Per James McCartney, spesso rimasto in secondo piano rispetto agli altri “figli di”, questo ritorno sotto i riflettori ha un valore particolare. Dopo una lunga gavetta alle spalle dei genitori – da Flaming Pie a Driving Rain, fino a Wide Prairie della madre Linda – e due album solisti (Me e The Blackberry Train), oggi sembra finalmente trovare una propria voce.
Sean, di contro, è da anni figura centrale della scena psych e paraggi, tra i progetti con la madre Yoko Ono, i Claypool Lennon Delirium, il recente Asterisms e l’ancor più recente partecipazione nell’album dei Lemon Twigs, A Dream Is All We Know.
Nel frattempo, Zak Starkey, reduce da una burrascosa uscita dagli Who (ufficializzata lo scorso 18 maggio dopo settimane di botta e risposta pubblici), sembra aver trovato nei Mantra Of The Cosmos il proprio terreno d’elezione. Niente Beatles 2.0, quindi. Ma un altro tipo di eredità: distorta, stramba, psichedelica. Una bella Rip-Off, per dirla con loro.