Da sempre attento sia ai nuovi suoni che alle nuove tecnologie, Peter Gabriel ri-entra a gamba tesa nella discussione del momento: quella sulle intelligenze artificiali, sulle quali si era già espresso qualche tempo fa. Sempre più capaci di imitare e ricostruire opere simil-umane, le I.A. sono guardate con sospetto e aperto scetticismo (se non direttamente con ostilità) da artisti e creativi come Nick Cave. Altri, come David Guetta, ritengono che vadano invece considerate alla stregua di nuovi strumenti il cui utilizzo dipende, come sempre, solo dalle intenzioni umane.
Qualche giorno fa Peter Gabriel ha lanciato un contest, dal nome Diffuse Together i/o Edition, chiedendo a utenti e fan di utilizzare l’I.A. Stability AI per creare dei fan video dei quattro singoli pubblicati finora in anticipazione del nuovo, atteso album, i/o. I brani, i/o, Playing for Time, The Court e Panopticom sono stati tutti pubblicati tra l’altro in due versioni diverse, una “dark” e una “bright”. Nell’ambito del contest è stato inoltre chiesto di creare nuovi video anche per altri due singoli storici del cantante: Don’t Give Up, il duetto con Kate Bush, e Sledgehammer, entrambi tratti dall’album blockbuster So del 1986. Impresa tra l’altro non da poco perché trattasi di due videoclip davvero rivoluzionari per l’epoca. Ed è infatti proprio quest’ultima la canzone che accompagna il video di presentazione del contest.
I partecipanti hanno tempo fino al primo maggio per consegnare le loro realizzazioni, e i vincitori saranno annunciati in live streaming su Twitch il 5 maggio. Ma nel frattempo, come c’era da aspettarsi, stanno piovendo commenti di scettici che tacciano l’artista, fondamentalmente, di “allearsi” con il nemico, cioè le macchine che vogliono sostituire l’uomo. Frasi come: “Che delusione vederti associato a un’azienda non etica: ti pagano a sufficienza per ignorare il fatto che usano arte e immagini senza alcun riguardo per chi le crea e ne detiene il copyright?” e “Cancella il tweet prima che la tua reputazione di creativo sia irrimediabilmente compromessa”. Il cantante ha deciso di difendersi con una serie di dichiarazioni ufficiali sul suo sito, spiegando la sua posizione sulle I.A. e su questo progetto.
Stiamo entrando in un mondo che sta per essere trasformato nella sua essenza dall’intelligenza artificiale. Molta gente le vede come un nemico ma, oltre che a strumenti scientifici, funzionali e creativi straordinari, possono provvedere all’educazione e a migliorare la salute di milioni di persone. Certo, ci sono anche molti potenziali pericoli che dobbiamo urgentemente affrontare
Peter Gabriel
Gabriel spiega di aver firmato assieme a personalità dell’hi-tech come Elon Musk e Steve Wozniak la famosa lettera che invita a “fermare” le I.A. per sei mesi e cercare di comprenderle meglio, prima che le conseguenze delle loro azioni sfuggano di mano. Ma ammette anche che difficilmente si potrà fare marcia indietro: “Come la ruota o la rivoluzione industriale, credo che i cambiamenti in arrivo con le I.A. siano impossibili da fermare; ma chiaramente li possiamo influenzare”.
I have been disturbed by the negative reactions to the competition being run with Stability AI and want a chance to explain my position in this debate – pg.
Read in full >> https://t.co/jjEV2NLx2e— Peter Gabriel (@itspetergabriel) April 20, 2023
L’artista inglese ritiene che sia sempre sacrosanto difendere i diritti degli artisti e agire qualora l’utilizzo delle I.A. porti a violazioni di copyright, per non dire di qualsivoglia diritto umano. Ma sostiene che questo cambiamento vada preso comunque di petto, non avversato e guardato semmai in cerca di ogni opportunità.
L’I.A. è un prodotto della nostra specie e dobbiamo trovare un modo per costruire etiche, compassione e saggezza a cui attribuiamo valore direttamente all’interno dell’algoritmo per proteggere e difendere ciò che è importante per noi. Per le arti, credo che sia molto importante che ci siano algoritmi intelligenti per riconoscere le violazioni di copyright. [Ma] con le I.A. si aprono possibilità creative pazzesche che sono davvero eccitanti. Sento lo stesso tipo di brusio di quando i computer sono entrati nella musica, dandoci sampler e rhythm machine che, a loro volta, hanno aperto nuovi mondi nella creazione musicale. Quando il futuro si è mostrato così chiaramente e scorre veloce come un fiume dopo una tempesta, sembra più saggio nuotare con la corrente. L’I.A. è qui, impariamo quello che possiamo e come potremmo adattarci a farla evolvere per servirci al meglio
Peter Gabriel
Una posizione positiva e costruttiva, che del resto tiene fede all’atteggiamento sempre innovativo che Gabriel ha mantenuto negli anni nei confronti del songwriting e di tutto ciò che concerne la creatività nell’industria musicale. Il dibattito si amplia quindi, alla luce di casi sempre più eclatanti di I.A. che ricostruiscono digitalmente un (quasi) perfetto featuring tra The Weeknd e Drake, o addirittura un intero album fittizio degli Oasis, con il nome Aisis.
Sulle pagine di SentireAscoltare trovate gli approfondimenti dedicati alla discografia di Peter Gabriel, compresi quelli su album storici come So (recensione a cura di Stefano Solventi) e Melt, titolo non ufficiale del suo terzo album (recensione di Andrea Soncini). L’album i/o, il nuovo lavoro dell’artista, è stato annunciato per il 2023 ma al momento non ha ancora una data di uscita ufficiale.