Måneskin
Måneskin, foto via Facebook (2 novembre 2021, concerto di Los Angeles)

Måneskin a Las Vegas aprono per gli Stones. Jagger: “Grazie ragazzi”. Setlist e fan video

I Maneskin hanno completato il loro primo giro americano da star aprendo per i Rolling Stones a Las Vegas. Jagger ringrazia e noi cogliamo l'occasione per puntualizzare due cose

Non proprio una conquista dell’America ma un’ottima vetrina per allargare la propria fan base ormai internazionale, quello sì. Con la cover Beggin’ salda tra le prime venti (su 100) posizioni della classifica dei singoli di Billboard e l’ultimo singolo, Mammamia, a non avervi fatto ingresso, i Måneskin hanno riempito due iconici club tra New York e Los Angeles (capienza 500 persone) promuovendo i brani, in anteprima, a un popolare programma televisivo in seconda serata, lo storico Tonight Show condotto da Jimmy Fallon.

Proprio all’interno dello show, a cui era presente anche Drew Barrymore, il noto presentatore aveva decantato i grossi numeri fatturati dal quartetto romano, svelando che questi avrebbe aperto per i Rolling Stones all’Allegiant Stadium di Las Vegas. Il concerto si è svolto ieri, 6 novembre, e ha visto Mick Jagger ringraziare i ragazzi che hanno eseguito un set di otto canzoni per circa una quarantina di minuti di show.

Setlist

  • In nome del Padre
  • Zitti e buoni
  • Take Me Out / Somebody Told Me
  • Beggin’ (The Four Seasons cover)
  • Coraline
  • For Your Love
  • Mamma Mia
  • I Wanna Be Your Dog (The Stooges cover)
  • I Wanna Be Your Slave

 

Nel frattempo i Måneskin sono stati inseriti nella giornata di domenica 17 luglio 2022 nella line up del Lollapalooza di Parigi, a conferma che anche il prossimo anno la band calcherà i palchi di importanti festival internazionali, proprio come ha fatto quest’anno, ma ancora più in grande. Del resto, se è indubbio che la band sia “sexy da morire” (ha ragione Barrymore), sappia tenere un palco con consumata arroganza rock, suonare i propri strumenti e coinvolgere il proprio pubblico con uno show che alterna riff concisi e ritornelli a pronta presa; d’altra parte è tutto da dimostrare come una proposta del genere, nata per l’FM r(u)ock e ferma all’alternative istituzionalizzato di fine 90s, possa sedurre una nuova generazione a imbracciare le chitarre.

Anche Manuel Agnelli lo ha recentemente ribadito: i Måneskin sono una band che si è voluta mainstream fin dal primo giorno. Non vanno certo paragonati ai Sonic Youth o a formazioni con pretese, attitudini, ricerca o consapevolezze di tipo indie (quello storico, è bene precisarlo). E non sono certo i nuovi Aerosmith (e – beninteso – il paragone fatto dal frontman era a livello contestuale e riferito al music business, non prettamente musicale). Eppure un’analisi e una critica – e qui divergiamo dal leader degli Afterhours – ha comunque senso farla.

Non è questa la sede per approfondire, ma da queste parti l’abbiamo più volte fatto, e i rimandi principali, in questo senso, restano quelli alla recensione di Solventi e ai commenti riguardo a Zitti e Buoni, I Wanna Be Your Slave e Mammamia, ma trovate altri spunti anche a proposito della scalata alle piattaforme di streaming dei Måneskin.

In sintesi: Little Steven ha dichiarato che i quattro «da soli stanno riportando il rock nel mainstream», ma se è questo il rock che vogliono resuscitare, come ha affermato lo statunitense Stereogum qualche mese fa, è «meglio che sia morto».

Tracklist
  • 1 Zitti e buoni
  • 2 Coraline
  • 3 Lividi sui gomiti
  • 4 I Wanna Be Your Slave
  • 5 In nome del padre
  • 6 For You Love
  • 7 La paura del buio
  • 8 Vent'anni
Måneskin
Teatro d’Ira-Vol. 1

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