Kirk Hammett dei Metallica a Glastonbury 2014
Kirk Hammett dei Metallica a Glastonbury 2014

Kirk Hammett: “La pop music oggi è spazzatura”

Il chitarrista dei Metallica tra nostalgia analogica, culto delle chitarre storiche e una critica netta allo stato del songwriting contemporaneo

“La pop music oggi è spazzatura”. Non usa mezzi termini Kirk Hammett dei Metallica nel corso di un incontro pubblico a Dublino con il giornalista dell’Irish Times Ronan McGreevy, dove il chitarrista ha ripercorso la propria formazione e influenze, tra aneddoti personali e considerazioni sull’industria musicale contemporanea.

Partendo dal proprio percorso di apprendimento, Hammett ha ribadito la centralità dell’ascolto “a orecchio” come metodo formativo, ricordando il periodo in cui, da ragazzo, consumava dischi fino allo sfinimento per riprodurne assoli e riff. Nell’epoca in cui non esistevano tablature né, tantomeno, tutorial online, “tutto era più difficile”. Ed è proprio quella difficoltà ad aver alimentato la sua creatività: nel confronto tra musicisti che provavano a replicare lo stesso brano emergevano interpretazioni diverse, e da quell’imperfezione nasceva spesso un’identità sonora personale. “I musicisti di oggi hanno accesso a una conoscenza enorme, ma mi chiedo dove stia andando tutto questo”.

Da qui il “crap” affibbiato al presente della musica pop. Un epiteto non rivolto a un artista o a una band in particolare, ma che riassume una preoccupazione più ampia sulla qualità della scrittura e sull’odierna standardizzazione dei processi produttivi, percepita come un fattore che rischia di livellare le differenze e ridurre lo spazio per una voce personale.

Il discorso si sposta poi sul piano più personale e affettivo, legato alle chitarre che hanno segnato la sua carriera. Centrale, in questo senso, la “Greeny”, la Gibson Les Paul del 1959 appartenuta a Peter Green e Gary Moore, diventata negli anni un oggetto totemico del suo immaginario musicale. Per Hammett, strumenti come questo incarnano una dimensione emotiva e irripetibile della musica, sempre più difficile da ritrovare nell’attuale ecosistema produttivo.

La polemica con gli swifties

Lo scambio con McGreevy si lega a una recente polemica online legata alla fanbase di Taylor Swift. Durante un recente concerto dei Metallica, Hammett era apparso sul palco indossando una t-shirt con una scritta provocatoria — “Taylor Swift is a CIA psyop” — riferimento circolato online in relazione a teorie complottiste prive di fondamento che leggono alcune popstar come strumenti di presunte operazioni di influenza culturale o politica.

Il termine “psyop” l’abbiamo visto usare di recente per la polemica sui Geese e la loro campagna di marketing digitale affidata a Chaotic Good Projects. Anche in quel caso è stato impiegato in modo improprio per indicare presunte strategie di manipolazione culturale attribuite ad artisti percepiti come “costruiti” o eccessivamente promossi. Tornando agli swifties, questi si sono idealmente presi una rivincita venerdì scorso, commentando su Instagram la “caduta karmica” del chitarrista durante lo show di Dublino.

Tracklist

Ti potrebbe interessare