David Gilmour. “The Piper’s Call”, non condurrà alle porte dell’alba
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sentireascoltare
- 27 Aprile 2024
Non è la prima volta nella storia dei Pink Floyd che un suo membro fa riferimento a Syd Barrett e alla sua parabola, umana e artistica, come ispirazione per la composizione, metafora per raccontare la condizione umana o anche solo per esprimere un profondo senso di colpa. I riferimenti alla pazzia in The Dark Side Of The Moon, brani come Wish You Were Here e Shine On You Crazy Diamond, sono alcuni noti esempi, con quest’ultimo a recitare: “Come on, you raver, you seer of visions Come on, you painter, you piper, you prisoner, and shine”.
Piper fa naturalmente menzione al titolo del debut album della band, Piper At The Gates Of Dawn, e il pifferaio, il pittore e il prigioniero rappresentano colui che dei Pink Floyd è stato il primo indiscusso motore creativo.
David Gilmour, che di Barrett era amico prima di entrare a far parte della formazione (come suo sostituto), uscirà a settembre con Luck and Strange, il suo primo album da nove anni a questa parte. E a presentarlo è proprio un lead single che continua questa tradizione, The Piper’s Call.
Al contrario dell’augurio che il quartetto esprimeva negli anni ’70 (“torna a splendere pazzo diamante!”), il “richiamo del pifferaio” nella nuova canzone scritta dal chitarrista assieme alla moglie Polly Samson, è una riflessione sulla creatività, la dipendenza e, in ultima analisi, la mortalità che è un po’ il tema di un’opera scritta anche in tempo di lockdown.
Nella canzone, “The promise of eternal youth”, ovvero “la promessa dell’eterna giovinezza” è un miraggio perché, come Gilmour ha imparato, “…you’ll reap what you sow / As I found long ago”, ovvero, “raccoglierai ciò che semini” come lui stesso ha “compreso tanto tempo fa”.
Le fiamme sono alte, il richiamo del pifferaio, contagioso. È un guaritore che lenirà il tuo dolore, la tua stranezza. Le ruote sono in fiamme, l’hangover tremendo. Il ladro [probabilmente il Mandrax di cui Barrett era dipendente ndr.] baratterà la tua anima per dei favori
The Piper’s Call, Genius
Nel clip vediamo Gilmour nella sua dimora di fronte al mare mentre suona e produce la canzone, un classico crescendo floydiano che parte in acustico per poi prendere il volo grazie a una strumentazione tipicamente rock, al coro e ai classicissimi assoli blues del chitarrista.
Il nuovo album
Luck and Strange è composto da nove tracce composte nell’arco di cinque mesi a Brighton e a Londra, con il produttore Charlie Andrew e un gruppo di musicisti che comprende Guy Pratt e Tom Herbert al basso, Adam Betts, Steve Gadd e Steve DiStanislao alla batteria, Rob Gentry e Roger Eno alle tastiere e gli arrangiamenti di archi e cori di Will Gardner.
La traccia che dà il titolo all’album vede anche la partecipazione del compianto tastierista dei Pink Floyd Richard Wright, registrata nel 2007 durante una jam in un fienile a casa di Gilmour.
Luck and Strange nasce dalla quarantena del 2020 e del 2021, durante la quale Gilmour e la sua famiglia si sono intrattenuti esibendosi insieme in diversi livestream. «È scritto dal punto di vista dell’età avanzata; la mortalità è la costante», ha spiegato Polly Samson, moglie di Gilmour, che ha aggiunto: «Abbiamo trascorso molto tempo durante e dopo la quarantena parlando e pensando a questo tipo di cose».
La famiglia Gilmour al completo
In linea con il tema, Gilmour si è appoggiato alla sua famiglia per la realizzazione di Luck and Strange. Samson ha composto la maggior parte dei testi dell’album; sua figlia, Romany, canta e suona l’arpa in Between Two Points; suo figlio, Gabriel, canta le parti vocali di sottofondo; e l’altro figlio, Charlie, ha contribuito al testo della canzone Scattered.
«Polly e io scriviamo insieme da più di trent’anni e i live stream di Von Trapped hanno mostrato l’ottimo connubio tra la voce e l’arpa di Romany e questo ci ha portato a scardinare alcuni dei vincoli del passato a cui mi sentivo legato e a poter infrangere quelle regole e fare tutto quello che mi andava di fare, e questa è stata una gioia», ha detto Gilmour.
Oltre alle otto nuove canzoni, la tracklist contiene una cover di Between Two Points del gruppo indie pop britannico The Montgolfier Brothers. L’artwork dell’album è stato fotografato e concepito da Anton Corbijn.
Su SA trovate il videoclip dell’ultimo brano di Gilmour, Yes, I Have Ghosts, e le recensioni dei suoi ultimi due album di inediti, Rattle That Lock e On An Island.
