Era dal 2006 che David Byrne non cantava dal vivo Psycho Killer. Lo ha fatto di nuovo il 16 settembre 2025 al Benedum Center di Pittsburgh, nella data inaugurale del suo nuovo tour Who Is The Sky?. Un evento che ha subito attirato l’attenzione, non solo per il peso storico del brano — primo singolo dei Talking Heads e ancora oggi inno new wave intergenerazionale — ma anche per il valore simbolico di una ripresa dopo quasi vent’anni.
Una carriera fieramente solista
Il ritorno del pezzo arriva in un contesto in cui l’eredità della band è più viva che mai. Nel 2023 la band si era ricomposta pubblicamente per celebrare i quarant’anni di Stop Making Sense, con tanto di passerella al Toronto Film Festival e successive ospitate mediatiche. Byrne, allora, aveva riconosciuto qualche rimpianto per la fine traumatica del gruppo, senza però aprire spiragli a un ritorno musicale. Né il rilancio commerciale orchestrato da A24 con la riedizione cinematografica, il tour di eventi immersivi, le ristampe deluxe e perfino un nuovo videoclip di Psycho Killer con Saoirse Ronan e un’offerta milionaria ha scalfito la sua posizione. «Musicalmente sono andato in un’altra direzione e credo sia impossibile ricatturare quel momento», aveva ribadito a Rolling Stone, spiegando che il pubblico può illudersi, ma certe esperienze non si possono replicare.
Who Is The Sky? e il presente creativo
La performance di Pittsburgh va dunque letta dentro il perimetro del Byrne solista, oggi impegnato nella promozione di Who Is The Sky?. A sette anni da American Utopia, il nuovo lavoro si confronta con un presente carico di crisi — dalla pandemia all’intelligenza artificiale, dai conflitti alla disinformazione — scegliendo però una calligrafia musicale luminosa, ariosa, persino accogliente. Un pop intellettuale che riflette le tensioni del tempo più per contrasto che per immersione – scrivevamo in sede di recensione – con arrangiamenti curati dalla Ghost Train Orchestra e la produzione di Kid Harpoon. Non un disco incendiario, piuttosto una “ribellione gentile”.
I brani della prima data e la strategia della setlist
Dentro questo equilibrio studiato, la scelta di ripescare Psycho Killer acquista un rilievo ulteriore. È un frammento del repertorio più iconico dei Talking Heads, ampiamente saccheggiato a dir il vero, con una presenza massiccia di classici come Once in a Lifetime, Life During Wartime, This Must Be the Place e Burning Down the House. Ma accanto a questi Byrne ha inserito diverse prime esecuzioni assolute tra brani inediti e tracce recentemente pubblicate ed anche Independence Day, ripescata per la prima volta dal 1992. Curiosa anche la cover dei Paramore, Hard Times: un omaggio intergenerazionale a una band la cui frontwoman, Hayley Williams, è presente nel suo ultimo album nel brano What Is The Reason For It?.
@pigsandplans @David Byrne kicked off his ‘Who Is The Sky?’ tour in Pittsburgh last night with a career-spanning setlist that included a pleasant surprise for fans: a performance of Talking Heads’ “Psycho Killer” for the first time in 19 years. The show featured tracks from his new solo album alongside classics like “This Must Be The Place (Naive Melody)” and “Burning Down The House.” Byrne also covered Paramore’s “Hard Times,” reflecting his recent collaboration with Hayley Williams on their new song, “What Is The Reason For It?” __ via @rival9500/IG #pigeonsandplanes #davidbyrne #talkingheads #psychokiller #hayleywilliams ♬ original sound – Pigeons & Planes
Setlist del concerto di Pittsburgh
- Setlist (fonte setlist.fm):
- Heaven (cover dei Talking Heads)
- Everybody Laughs
- And She Was (cover dei Talking Heads)
- Strange Overtones (cover di Brian Eno & David Byrne)
- Houses in Motion (cover dei Talking Heads)
- (Unknown) (Live debut of a new unreleased song with lyric “My beliefs are on my t-shirt”)
- (Nothing but) Flowers (cover dei Talking Heads)
- This Must Be the Place (cover dei Talking Heads)
- What Is the Reason for It?
- Like Humans Do
- Don’t Be Like That (Live debut)
- Independence Day (Prima esecuzione dal 1992)
- Slippery People (cover dei Talking Heads)
- I Met the Buddha at a Downtown Party (Live debut)
- My Apartment Is My Friend (Live debut)
- Hard Times (cover dei Paramore, Live debut)
- Psycho Killer (cover dei Talking Heads che non veniva eseguita dal 2006)
- Life During Wartime (cover dei Talking Heads)
- Once in a Lifetime (cover dei Talking Heads)
Bis
- Everybody’s Coming to My House
- Burning Down the House (cover dei Talking Heads)