Alex James torna a parlare degli Oasis. Dopo l’intervista dello scorso dicembre al Guardian, in cui aveva espresso apprezzamento per la “buona educazione” con cui i Gallagher avevano atteso la fine del tour dei Blur prima di annunciare il loro ritorno, il bassista ha rilasciato nuove dichiarazioni al Sun, accogliendo con entusiasmo la reunion della storica band di Manchester: «È meraviglioso. È terribile pensare che la maggior parte delle band finisce per odiarsi. Ma quando qualcosa è stato una parte così importante della tua vita, non vuoi esserne esiliato. Per noi dei Blur è stato importante riconciliarci, ed è bellissimo che ora sia accaduto anche tra Liam e Noel».
James sa bene quanto possa essere dolorosa una rottura interna: negli anni Duemila, anche i Blur si erano fermati a causa dell’uscita momentanea di Graham Coxon. La pace tra lui e Damon Albarn arrivò solo nel 2008, alla vigilia dello storico ritorno a Hyde Park e della successiva esibizione a Glastonbury.
A proposito di Glastonbury, Alex sarà presente anche quest’anno, ma in veste di DJ: «Non pensavo potessimo superare il Glastonbury 2009, ma in realtà con Wembley 2023 ci siamo riusciti, sorprendentemente. Tornare? Solo se lo facciamo in modo diverso. Ecco perché quest’anno ci torno con un DJ set».
Oggi Alex James ha una vita molto diversa da quella dei suoi giorni da rockstar: vive con la famiglia in campagna, ha cinque figli e produce formaggi. Ma non ha smesso di fare musica. Lo dimostra Britpop Classical, il progetto che porterà in scena al Big Feastival, l’evento che organizza ogni anno nella sua fattoria nei Cotswolds: si tratta di un set orchestrale realizzato con la London Concert Orchestra e una serie di ospiti alla voce, per reinterpretare i classici della scena britannica degli anni ’90.
«Ci sarà una sezione legacy, che mostra le influenze – Beatles, Stones, ma anche tanto Manchester primi ’90. Poi si passerà alla parte più movimentata e cantabile: molti di quei pezzi hanno già dentro fiati e archi, quindi si prestano bene. Vogliamo che la gente canti a squarciagola, magari piangendo. Sarà qualcosa di completamente fottutamente unico».
Nel set potrebbero comparire anche pezzi dei Prodigy, che James ha definito “la miglior live band che abbia visto negli ultimi anni”, e l’idea è quella di unire la nostalgia di chi ha vissuto quell’epoca con l’energia di chi la sta scoprendo ora, magari frugando nei dischi dei genitori.
Lo scorso anno, James è stato citato da Bobby Gillespie dei Primal Scream come esempio di “social climbing” nel mondo del rock. Su SA, la storia dei Blur, dalle origini a oggi, è stata curata da Antonio Puglia e Daniele Rigoli.
