Recensioni

Mettendo fine al piatto labirinto nella quale rischiava di rimanere intrappolata, l’alta rappresentanza del french touch e della nu-disco sembra finalmente aver trovato il bandolo della matassa. Basta piangere un genio assoluto come DJ Medhi, il filo d’Arianna segue le orme di certo revisionismo 70s che, dall’approccio “prog” dei Justice di Audio Video Disco alla disco di Breakbot di By Your Side, porta all’ultima prova del duo Zombie Zombie prodotta dal sopraffino Joakim.
Rituels D’Un Nouveau Monde tenta il rewind di quegli anni andando a fondo su quella stessa cosmica che la nu disco ha affrontato negli ultimi anni dalla Norvegia in giù. Ritroviamo il 4/4, i bassi rallentati, la psichedelia sintetica, i giri semi-funk (The Wisdom of Stone), le percussioni ondivage il tutto calato in un’atmosfera da rito d’iniziazione a vecchie krauterie con Cluster, Kraftwerk (Foret Vierge) e Amon Duul a sbucare come fantasmi dai muri.
E’ un rituale e come tale ha un apice, Racket 9, cover del sommo Sun Ra qui rivisitata con richiami di John Carpenter e Goblin a regalare visioni acide e pungenti. Black Paradise chiude l’album. Dall’alba si passa al risveglio, dallo stato di trance a un caldo assopirsi dove, lentamente, gli occhi possono finalmente riaprirsi.
Assieme a Breakbot, altro progetto indispensabile sulla via maestra del revisionismo.
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