Recensioni
Zeitkratzer
Performs Songs From The Albums "Kraftwerk" And "Kraftwerk 2"
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Stefano Pifferi
- 23 Maggio 2017

Non sorprende affatto che l’ensemble Zeitkratzer si cimenti, alla sua maniera, con canzoni dei Kraftwerk, visto che vanta in discografia prove decisamente più ostiche come quelle dedicate a Whitehouse, Stockhausen o alla loureediana Metal Machine Music. Sorprende, al limite, la naturalezza con cui Reinhold Friedl & company attuano questo “omaggio” a qualcosa che è intrinsecamente piuttosto lontano dalle modalità compositive o performative dell’ensemble, riuscendo a far proprie, ovviamente in base alle possibilità espressive del proprio organico, le atmosfere delle composizioni originali. Anzi, più che in altri casi, è proprio la modalità espressiva adottata dalla formazione a trasfigurare gli originali, tratti da Kraftwerk (Ruckzuck e Megaherz, trascritte da Maurice De Martin) e da Kraftwerk 2 (Spule 4, Atem, Strom e l’immortale Klingklang, trascritte rispettivamente da Elisabeth Coudoux, Hilary Jeffery e di nuovo De Martin) e a renderli caldi, “umani”, in una parola decisamente diversi non solo rispetto alle composizioni di Ralf & Florian, ma anche rispetto alle passate rielaborazioni su accennate e a cui eravamo abituati.
Probabilmente il fatto che le esecuzioni siano avvenute in sede live – al festival Les Musiques di Marsiglia, nel maggio del 2016, ad esser precisi – è stato d’aiuto nel creare atmosfere più ambientali, più minimali, quasi al punto della scarnificazione, oppure forse era proprio questo l’intento di Friedl e compagnia suonante. Sia come sia, queste versioni non solo rendono omaggio ai Kraftwerk dimostrandone le possibilità anche extra-canone ed extra-genere, ma ci dicono della maturità dell’ensemble Zeitkratzer nel saper piegare alle proprie volontà musiche apparentemente così distanti. Si prendano le oscure, minimali atmosfere con cui si ammanta Strom, la post-exotica umorale e cangiante con cui si riprende la classica Klingklang oppure il “calore” che una resa relativamente fedele com’è quella offerta dall’iniziale Ruckzuck può offrire, per farsi un’idea del valore dei musicisti qui coinvolti e di un approccio alla materia musicale, da intendersi a più ampio spettro possibile, che supera qualsiasi logica.
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