Recensioni

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L’unico modo per omaggiare una delle band meno allineate del pianeta è quello di scegliere lo stesso modus operandi. Passione, autoproduzione, militanza. Proprio ciò che il collettivo napoletano Get Up Kids!, in collaborazione con lo studio Officina 99 e la ‘zine A’rraggia, ha scelto per questo tributo ai Fugazi: autoprodursi in modalità creative commons (il disco è scaricabile dal sito dell’associazione) con l’aiuto e la passione di una quindicina di band, molte delle quali abbiamo apprezzato nell’altro interessante sguardo sulla scena napoletana, Piano Sequenza.

Band tutte (o quasi) del circondario, fatta eccezione per i franco-italiani L’Enfance Rouge, che si cimentano col repertorio dell’istituzione di Washington DC. Ognuno a modo suo, ovviamente. Qualcuno con sinceri omaggi al limite del filologico (Merchandise dei Nasov, Bed For The Scraping dei Bandiera Dell’Odio, una Do You Like Me più riottosa dei Fuzz), con rielaborazioni personali (L’Enfance Rouge che traduce a modo suo Repeater, il cantautorato demento-futurista di Gino Fastidio alle prese con Break, la bassa battuta in tensione della Cashout di Insula Dulcamara …) o con veri e propri stravolgimenti, come la Arpeggiator pervasa da effluvi orientali di K-Conjog, la resa crossover-d’n’b dei Lydrica su Turnover o l’indie-folk campano con cui i Lev trattano Waiting Room.

A way to sit back and enjoy the songs for what they are, nelle parole di un entusiasta Joe Lally che accompagnano il cartonato. Come contraddirlo?

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