Recensioni

Dopo aver diretto Tom Holland nella trilogia di Spider-Man, Jon Watts riunisce la coppia di quelli che, forse, potremmo considerare tra gli ultimi divi hollywoodiani vecchio stile: Brad Pitt e George Clooney. Due attori che, da soli, in altri tempi, sarebbero bastati ad attirare schiere di spettatori paganti in sala, come già successo con la trilogia di Ocean di Steven Soderbergh. Ma gli anni sono passati, l’esperienza della visione cinematografica è cambiata, l’ossessione per il sex symbol si è trasformata e appartiene a un’altra generazione. E oggi, con un’uscita su Apple tv+, di Pitt e Clooney resta la brillante chimica che portano in scena, e che funziona molto bene in un’atmosfera ironica e scanzonata. Ma di certo non può essere definita una performance imperdibile.
In Wolfs Jon Watts riprende uno dei canoni più tradizionali del genere crime: quello dei “risolutori” di delitti, richiamati a pulire la scena del crimine. Pitt e Clooney interpretano due “risolvi problemi” appunto, che dovranno collaborare controvoglia per salvaguardare la reputazione di una politica newyorchese. Il corpo del suo toy boy giace senza vita in una stanza d’albergo.
«Nessuno può fare quello che faccio io», dice il personaggio di Clooney entrando nella stanza, una scena che ricorda tanto il signor Wolf interpretato da Harvey Keitel in Pulp Fiction, omaggiato già nel titolo. Ma Watts guarda anche a Soderbergh, in particolare nella dinamica tra i due protagonisti, tra tira e molla e battibecchi, molto simile a quella proposta già da Pitt e Clooney nei tre Ocean. Strizza l’occhio anche a John Landis e a George Roy Hill, declinando il genere del buddy movie nella sensibilità moderna. Nel cast appaiono anche Amy Ryan, nella parte iniziale, e Austin Abrams che, è il caso di dirlo, agisce più come un “peso morto” sulla scena (in tutti i sensi…).
Tra toni ironici e scanzonati, il film scorre complessivamente bene, ma il suo punto di forza — la coppia protagonista — si rivela anche il limite principale, poiché rappresenta l’unico motivo di interesse in una sceneggiatura che a tratti appare pigra e un po’ banale. Wolfs è più divertente che noir, nonostante cerchi disperatamente di incarnare anche il secondo. La tensione è scarsa e l’azione non è particolarmente intensa; sembra che Watts si sia appoggiato eccessivamente sui due attori.
Detto altrimenti, un film che nei suoi 108 minuti non rischia nulla accontentandosi di una visione pensata per lo streaming. Il finale aperto lascerebbe pure spazio a un sequel. Dio ce ne scampi. La chimica tra Pitt e Clooney non può bastare e/o bastarsi da sola, serve tutto il resto. Soprattutto oggi.
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