Recensioni

6.5

Il crooning vellutato e maledetto di chi fuma l’ultima sigaretta sotto un lampione guardando l’highway che porta verso il deserto, Nick Cave, Gun Club e Dirty Three a dare le coordinate per un folk-rock fortemente cantautorale e d’atmosfera. Questi sono i Viarosa: chitarre in dormiveglia ma con l’occhio sul distorsore, abbandoni di violini in riva all’oceano, e brume vocali maschie, lievemente raucedinose, dolci ma riflessive, pacate ma con la fiammella che brucia dentro.

Se c’è una regione, anzi una città dove Where The Killers Run sembra registrato, questa è sicuramente Tucson: tanti, troppi i riferimenti desertici di certi accorgimenti – il tocco sulle pelli, il banjo appena accennato – che ammiccano dritti al pop-country dei Calexico; e invece i Viarosa di Richard Neuberg (voce e chitarra) vengono da Londra, suonano da quasi cinque anni e annoverano tra le loro fila ex membri di Willard Grant Conspiracy e Cornershop.

Pur non negando le radici americane della loro musica, i Nostri rivendicano un personale approccio al folk-country a stelle e strisce, che amano chiamare “Anglicana” (risposta britannica ad “Americana”); a nostro avviso però non basta far suonare un banjo come se si stesse per intonare un antico madrigale, specialmente se ascoltando il disco i nomi che vengono in mente sono tutto fuorché inglesi: i Buckley – padre e figlio – nella title track (immaginate un ibrido tra Dream Brother e Chase The Blues Away), i già citati Dirty Three in Boy e The Violet Hour (con tanto di sega in sottofondo), il Lanegan ultima maniera (soprattutto in quella Only Child, che viene dritta da Field Songs), il white soul di casa Tindersticks / Devics, evidente in certe trame sonore.

Tuttavia, la maggior parte dei brani ha quel giusto appeal che merita almeno un ascolto per gli appassionati del genere, accompagnato da grande mestiere e da un’ottima produzione; e quindi ballad quali Poor Mans Prayer, i sonnolenti risvegli di Blindfold (in pieno country feeling) e la notturna Wake (vicinissima alla Magic And Loss di Lou Reed) scorrono come il buon malto s’accompagna alle sigarette.

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