Recensioni
Vatican Shadow è l’ultimo progetto solista di Dominick Fernow, meglio conosciuto con il moniker Prurient e di recente noto per aver condiviso il palco con Wesley Eisold nei Cold Cave. Se accostati, proprio questi ultimi due nomi non potrebbero suonare più distanti l’uno dall’altro, il che già introduce la cifra, poliedrica, dell’uomo in questione.
Non stupisce quindi che il nostro abbia dato vita a una nuova creatura che in qualche modo si interpone tra le precedenti (come per altro già testimoniato dall’ultimo album a nome Prurient, Bermuda Drain). Vatican Shadow è infatti un concept di musica elettronica industriale centrato sulla guerra in Iraq e relativa sfera mediatico-propagandistica che per certi versi riporta alla mente i primi lavori del maestro Maurizio Bianchi e, perché no, dei capitolini Ain Soph.
Dai Cold Cave riprende il gusto per beat meccanici ma ballabili, almeno in tempi post-nucleari; dal main project noise trae il piacere di giocare con la psicologia e col proibito. Sì, perché se pure i pezzi di Kneel Before Religious Icons (oggi giustamente ristampato in vinile dopo la prima edizione su nastro) poggiano su basi elettroniche vagamente dance (come potrebbe esserlo un Aphex Twin), è la ripetitività ciclica e pervasiva il vero messaggio di questo esperimento.
Prova ne sono il mantra bellico post-moderno di Chopper Crash Marines' Names Released, il nichilismo onirico di Worshippers At The Same Mosque e l’incedere minaccioso di Harbingers Of Things To Come e Church of All Images, vere hit da raid punitivo nel deserto. Lace up your boots and roll your tank, verrebbe da dire.
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