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Quanto pesa sulla bontà di giudizio di un artista la sua volontà di cambiare? Perché con la band di Ruban Nielson e con la sua terza prova di lunga durata è questo l’interrogativo che si aggrappa, ostinata, ai pensieri durante l’ascolto. Oggetto misterioso nonostante la maschera di godibilità, Multi-Love nei suoi nove brani regala una parata di riflessioni sull’amore e sui rapporti nella nostra epoca, sfumata (la title track) o tecnologizzata (Can’t Keep Tracking My Phone). Rispetto al passato, l’ovvietà da registrare è il cambio di registro sonico: se prima era un hard-psych in chiave lo-fi, oggi il punto da cui si parte è quello della musica black, con tutti i suoi connotati funk, disco, soul e r’n’b. Ci sono synth, piani elettrici (commovente quello che apre l’album, che non può non ricordare Stevie Wonder), bassi in primo piano. C’è un’idea di canzone dove il ritmo sale in cattedra ma non supera mai il controllo che la scrittura detiene: è quasi un equilibrismo tra groove e melodia.
La volontà di cambiare sta in questo slittamento, che non produce però un effetto di immediatezza che sarebbe quasi scontato aspettarsi. La penna di Nielson pare essere diventata ancora più matura, riflessiva, nonostante tenti di essere epidermica. Per questo, Multi-Love richiede una quantità di ascolti maggiore rispetto al normale. Per insinuarsi nella mente, quasi tutti gli episodi richiedono più tempo. È una qualità che sostituisce quella della memorabilità dei brani dei dischi precedenti. Ed è una cosa eccitante, se si pensa come scombini le carte: prima il suono lo-fi rendeva i brani non meno potabili, ma ne esaltava la grazia melodica e soul. Qui, invece, la brillantezza e gommosità delle trame regala una accessibilità più da lungo termine, più destinata a durare. Lo si vede in brani come Puzzles, i quali, pur tornando al suono del passato, rilanciano il piano aggressivo ed epico rinunciando in parte alla componente pop.
Detto ciò, non si tratta di un disco fuori fuoco o schizofrenico. Nielson e i suoi seguono una precisa traiettoria funzionale ai temi trattati di cui si diceva sopra, aumentando la forza emozionale. Tirando le somme e guardando la prospettiva in maniera più ampia, Multi-Love è disco da ascoltare e riascoltare, che forse deluderà chi era abituato ai brani a presa rapida ma che farà la gioia di chi apprezza il salto verso territori e forme più eleganti (Necessary Evil), dove il songwriting, spogliato degli orpelli, è tutto.
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