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Adrian Sherwood apre la On U Sound nel 1980. In 35 anni ha esplorato molti mondi, tra cui quello del dub, della world music e dell’elettronica. Riprendere le fila del discorso e guardare indietro può essere difficile, o per lo meno frammentario. Il boss quest’anno aveva già iniziato l’opera di ripescaggio con una buona compilation autoriflessiva (Sherwood At The Controls: Volume 1 1979 – 1984), ma qui ci regala due chicche veramente imprescindibili per chi vuole connettere i suoni della fine dei ’70 al mood UK contemporaneo.

Il primo dei due dischi è una compilation selezionata da Trevor Jackson, già conosciuto come Playgroup o per le compilation Metal Dance su Strut. Il musicista inglese rende omaggio al guru andando a ripescare tracce che confinano con tutto: punk, industrial (Parasitic Machine di Alan Pellay), ovviamente dub (Kunta Kinte Dub dei Singers & Players starebbe bene su un vinile Hard Wax), ma anche sensazioni che potrebbero richiamare il post-punk e, perché no, anche il suono LCD Soundsystem (Quit The Body dei The Chicken Granny). C’è poi una rarità, con una esplosiva Neneh Cherry in trip electro-rap (Dead Come Alive) o un soul quasi a cappella di Shara Nelson poi anche nei Massive Attack (ottima in Aiming At Your Heart Pt. 2), una proto-electro che ricorda le progressioni moroderiane di Chase (When Tonight Is Over di Atmosfear), la ricerca avanguardistica di Circuit, alias del compositore Steve Beresford (Loudspeaker), il turntablism (Dee Jay’s Program di Fats Comet) e qualche “classico” della label (Chemical Specialist di Creation Rebel & The New Age Steppers o la storica The Wrong Name And The Wrong Number di Mark Stewart & The Maffia).

Il secondo disco, che viene ristampato dopo molto tempo (l’originale è del 1984), riflette il carattere di “comune” degli esordi On U Sound. The Missing Brazilians più che un gruppo è una prova, un happening che coinvolgeva gli artisti che giravano attorno a Sherwood in quegli anni. Fra gli altri, alle voci la già citata Shara Nelson, Annie Anxiety (cantante e collaboratrice di molti gruppi, tra cui Crass, Current 93, Coil e Nurse With Wound) e la produttrice e co-fondatrice della label Kishi Yamamoto. Il disco offre suoni elettronici/industriali mescolati con ritmiche sghembe, sperimentazioni arty à la Ze Records, bordate psych-metal (stupenda Fequency Feast), funk urbano (Savanna Prance) e ovviamente dub (Ace of Wands, Meander).

Due dischi imprescindibili per capire come si sia formato il suono inglese, a prescindere dalle catalogazioni. Percorsi che scavalcano nei generi e che riportano su uno stesso piano le sperimentazioni dei Clash, l’elettronica contemporanea di Pinch (artista con cui Sherwood collabora) e il Bristol sound di Massive Attack e derivati, per non parlare del dub e delle camere di decompressione dell’ambient. Molte delle tracce sono state composte senza computer, con sintetizzatori analogici e con poca strumentazione. Quello che contava allora era la voglia di fare, non la tecnologia. Una testimonianza che dovrebbe servire da monito ai produttori contemporanei. Due dei migliori “remember” dell’anno.

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