Recensioni

Fall To Fall ovvero le quattro stagioni secondo il patologicamente fertile Mark Zonda AKA Tiny Tide, accompagnato in questo carosello meteoropatico (o semmai meteorofilo?) da Annemarie, band indonesiana la cui cantante Rimauli Dindani può vantare vocina flautata e malferma tipo una Isobell Campbell in sedicesimi, gracile ai limiti dell'inconsistenza eppure dotata della grazia agrodolce e tenace che fa alla bisogna. Son cose delicate, infatti, i cambi di stagione. C'e' bisogno della rete di protezione d'un immaginario sfaccettato pronto a raccoglierti dopo la caduta nel lucernario psych-pop con fragore di colori, aromi e circostanze da giardinetto periferico.
Detto che i due pezzi firmati Annemarie (Lovely Afternoon e Spring Bus) sciorinano ragguardevoli morbidezze & fragranze twee-soul (tra l'arguzia bucolica Gentle Waves, il languore disincantato degli Edwin Moses ed il piglio arguto dei più soffici Stereolab), non stupisce piu' oramai l'apparente semplicità con cui Zonda snocciola pezzi tra il gradevole e l'avvincente, soprattutto il pastiche della opener To Fall e la wave onirica di Vacaciones de inverno. Al solito ti ritrovi in una mischia di dimensioni estetiche sovrapposte, nella fattispecie la neo-psichedelia dei Cope e degli Hitchcock piu' affabili, certo jingle jangle acidulo, barlumi glam e dream come se piovesse, gli sferzanti incantesimi dei The Fall (e non poteva essere altrimenti, visto il titolo) ed il lirismo indolente di Jens Lekman.
Il tutto mantecato in una glassa di bassa fedelta' da far stramazzare un audiofilo, la quale – val bene ribadire – è ingrediente essenziale come l'incarto stropicciato per la caramella, come la levigatezza porosa della tazza da cui sorseggi il té, un intimo difetto di pronuncia (cit.) come additivo mitopoietico di palpitazioni oniriche ad alzo zero. Vedi il caso della conclusiva Fall, che è anche l'unica traccia scritta in collaborazione e qualcosa di molto vicino all'idea iperuranica di "gioiellino indie-pop".
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