Recensioni

Minimale e intimo, ma non chiamatelo il disco del lockdown dei Tindersticks. Presenta così il tredicesimo disco propriamente detto Stuart A. Staples, frontman della band inglese. Registrato durante lo scorso anno, in piena pandemia e con tutte le limitazioni di spostamento che conosciamo bene, Distractions è nato per la volontà della band di occupare creativamente il tempo sottratto all’attività live, ma senza per questo voler per forza parlare della pandemia.
Rispetto al precedente No Treasure But Hope, il nuovo disco si muove su coordinate leggermente diverse, facendo maggior uso dell’elettronica – specialmente delle drum machine – ma senza intaccare quel feeling dark e romantico che caratterizza il songwriting di Staples e soci fin dall’inizio dell’attività. Aprono gli 11 minuti e passa di Man Alone (Can’t Stop The Fadin’): una corsa notturna in un taxi londinese in cui la solitudine si infila come una daga nel petto. La band fa propria la lezione dei Suicide, inondandola anche di una pioggia amara. Prosegue lo spoken word di I Imagine You, che ci collega maggiormente all’ultimo lavoro in solitaria di Staples (Arrhythmia), con il suo incedere sospeso tra sonno e veglia. In francese è cantata invece Tue-Moi, una ballad incentrata sul pianoforte che è puro Tindersticks-sound, mentre la conclusiva The Bough Bend è un altro brano quasi parlato e raccontato, con la voce di Staples che si moltiplica in un gioco di rincorse interne: sembra di stare vicino a Minute Bodies per il suono creepy che contorna il tutto.
Tra questi quattro brani autografi stanno tre cover molto diverse tra loro. Ora, rileggere brani altrui e farli sembrare praticamente propri pur rispettandone le caratteristiche originali, è una dote che hanno solo le grandissime band. E qui Staples e soci mostrano la propria stoffa. A cominciare da A Man Needs A Maid di Neil Young, trasognata tanto che del canadese rimane solo la linea melodica e tutto il resto è virato dark, denso e vagamente sensuale. Lady with the Braid di Dory Previn è più ironica e divertita nello sfilacciamento dei sui sette minuti. Dei Television Personalities è invece la terza e ultima interpretazione, You’ll Have To Scream Louder, a cui forse è anche affidato il messaggio più forte del disco in una salsa Seventies tra Saint Tropez e Monaco di Baviera: «I’ve got no respect for / People in power / They make their decisions / From their ivory towers». Che siano brani originali o di altri artisti, i Tindersticks mostrano ancora una volta che hanno quacosa da dire e, soprattutto, sanno come dirlo.
Amazon
