Recensioni

7.2

È difficile spendere poche righe per un artista come Thiago França, a capo di questo settetto divertente, portentoso, calato nel profondo dell’esperienza sudamericana, che prende il nome di Space Charanga. Lo “space” è un chiaro omaggio a Sun Ra e il Charanga al sincretismo religioso e/o musicale di cui il Brasile è portatore sano: le “brass band” carnevalesche, tra cui quella guidata dallo stesso França (A Espetacular Charanga do França), che due anni fa ha anche messo al mondo un dischetto tutto suo.

È operazione ardua quanto complessa, in primo luogo per il personale curriculum vitae che vede Thiago leader e protagonista di svariate line up, e poi perchè sulla sua strada s’incrociano e sfiorano in direzione ostinata e frontale le vite artistiche di mezzo Brasile contemporaneo, come quelle di Criolo, del rapper Rodrigo Ogi e di Romulo Froes. Altro ispiratore di França è Moacir Santos, personaggio nativo del Pernambuco, che a suo tempo raggiunse una certa fama.

Ecco, questa Charanga spaziale vuole essere un trait d’union tra la galassia free del re sole e il jazz espressivo sessantottino imputabile a quei brasiliani come Marcio che vissero il miracolo economico guidato dai regimi gorillas di Branco e Mèdici. Si parte di prepotenza con Ngoloxi – R.A.N. (filiforme melodizzare dentro guazzabugli di politica musicale anarchica), Abdu (perfetto gemellaggio tra le due anime sopra citate) e una Enquanto ficamos sem água che scivola via fra trame di Islam e condomblè yoruba. Conta è classicamente spaziale, fine afro jazz fondante su piccoli piedistalli strumentali che man mano compongono lo scacchiere; Moaciria, personale su Santos del sassofonista di Belo Horizonte, nel suo schematismo pensoso dona un candore pingue sulla totalità dell’album; Cerca laurenço spinge i fiati sulla lunga distanza dei 10 minuti con passi di free funk tra spy e blax. Epilogo del disco è il sax solitario di Tão rápido quanto uma paixão de metrô, serenata da botequim dell’ultima ora, classico brano dai colori pastello nostalgia.

Thiago França è un altro nome da aggiungere al folto panorama brasiliano di questi anni che va via via sviluppandosi come un enorme baobab. Ah dimenticavo: questo R.A.N. è stato sfornato in un solo giorno di registrazione, con la tecnica del “buona la prima”. C’è da aggiugere altro?

 

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