Recensioni

Un mare docile col cuore in subbuglio, un dolce cucinato a fuoco basso: tutta qui la carriera dei The Sea And Cake, il protrarsi sonico d'un discorso che fugge i clamori, evita il fuoco dei riflettori, ma insiste a proporre punti di fusione stilistici moderatamente intensi, sottofondo e lenitivo per la deliziosa inquietudine che mai smette d'accompagnare la contemporaneità. Solo sei tracce ma oltre mezz'ora di durata per questo The Moonlight Butterfly, nono album in repertorio per la ditta Archer & Prekop, coadiuvata dal buon Eric Claridge al basso e da un quanto mai misurato John McEntire ai tamburi.
Stiamo parlando di un disco pop rivolto a neuroni allenati alla rarefazione, all'insegna di un piglio soul-wave distillato da costanti astrazioni electro e sfarfallii jazzy. I chicagoani appaiono languidi e al contempo distaccati tanto da farti pensare ad una reincarnazione ectoplasmatica di Hall And Oates (Monday, Covers), benedetti da morbide divagazioni di stampo Jim O'Rourke (vedi la coda di Lyric) e da una pulsante empatia (i Belle And Sebastian strattonati Steely Dan di Up On The North Shore), ma pur sempre ligi ad un estro sperimentale che prende loro la mano nelle krauterie androidi della title track e nelle reiterazioni ipnotiche della lunga Inn Keeping.
Al netto di una certa monotonia melodica, è un lavoro gradevole, elegante, insospettabilmente robusto. Al solito, non solleverà clamori, ma non dovrebbe neanche farsi nemici.
Amazon
