Recensioni

6.7

Qualcuno di voi forse ricorderà ciò che diceva John Peel su una delle sue band preferite in assoluto, cioè – parafrasando approssimativamente –  che i Fall riescono ad essere sempre diversi restando sempre uguali. La varietà estrema della loro sterminata discografia (arrivata al ventinovesimo capitolo; l’anno prossimo cifra tonda!) parla da sola: mettete accanto Perverted By Language a The Unutterable, o Hex Henduction Hour a The Real New Fall LP e smentire il compianto dj di Radio One sarà molto difficile.

Ecco allora che il problema di Ersatz GB diventa subito chiaro: se da un lato è il solito disco dei Fall (come tutti gli altri ventotto, d’altronde), dall’altro non supera l’apice del precedente Your Future Our Clutter, a nostro avviso il migliore della serie iniziata con Reformation Post-TLC (2007). Il punto è che MES, probabilmente, nonostante il piglio irresistibile da dirty old man incancrenito, sembra essersi ammansito da che ha impalmato la moretta ellenica Eleni Poulou(sua controparte come ai tempi di Brix, al punto che qui abbiamo la sua prima canzone interamente autografa, la prescindibile Happi Song). Ammansito non certo nei contenuti (in Mask Search attacca direttamente gli Snow Patrol; altrove, indirettamente, i These New Puritans) o nei modi (vedi quella zozzeria di Greenway, cover di una, ehm, band heavy metal greca), ma nel senso che è riuscito a mantenere fissa la stessa – peraltro ottima – formazione a partire da Imperial Wax Solvent, consistente di David Spurr (basso), Keiron Melling (batteria) e Pete Greenway (chitarra). Insomma niente di particolarmente nuovo o eccitante, a parte l’uno-due di Cosmos 7 e Taking Off, che riescono sempre e comunque a farti ringraziare il cielo – o chi per lui – per l’esistenza di Mark E. Smith. Che è come ringraziare per un calcio sui denti, a ben vedere.

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