Recensioni

L’aveva minacciato tante volte Mick Collins e alla fine l’ha fatto davvero il disco bubblegum. Non che sia nuovo alle reinterpretazioni perché già Ultraglide In Black era un album di cover e omaggi ai suoi miti soul, e stesso discorso valeva per Party Store in riferimento alla techno di Detroit. Più difficile era pensarlo alle prese con Monkees, Archies, nel complesso quella roba un po’ scopiazzata dal Merseybeat e studiata a tavolino da produttori come Don Kirshner. Un filone abbastanza inconcludente nella storia musicale americana a cavallo tra i ’60 e i ’70, che faceva della parodia (e chissà, magari anche dell’autoironia) il suo cavallo di battaglia ma in grado di azzeccare una serie di hit capaci di arrivare fino ai giorni nostri.
Ad ogni modo qui non ci sono cover. Ooey Gooey Chewy Ka-Blooey! é un album di inediti che prende in considerazione la materia a 360 gradi: prevale il lato più giocoso – ed è impossibile non pensare al mondo cartoon di Banana split o Josie & the Pussycat – ma non si disdegna nemmeno la parte tutta zucchero e miele che trova l’apice in un brano (programmatico sin dal titolo) come The Girl On The Carousel. Certo fa strano trovare il re del rock’n’roll 90s in queste vesti, e forse non se ne sentiva nemmeno il bisogno. Eppure colpisce, oltre al mero piace/non piace, la bravura dei quattro nel maneggiare qualsiasi genere musicale e renderlo proprio, la capacità di farne un disco Dirtbombs e di riuscire sexy & catchy anche nel più innocuo dei raggi d’azione. Ci sono sempre i fuzz di Mick, la doppia batteria, i tocchi di classe fuori dalle righe come No More Rainy Days/Sun Sound Interlude. Non è il disco migliore della formazione ma è rassicurante sapere che, con i Dirtbombs, un motivo per ascoltare lo trovi sempre.
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