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7.3

Teresa De Sio tiene le redini e cerca le misure di una musica popolare che sia moderna e odierna. I quattro anni dall'eccellente Sacco e Fuoco l'hanno vista cimentarsi anche con un romanzo sulle tradizioni radicate del tacco d'Italia, a cui quel disco rendeva l'ennesimo eccellente omaggio collegando il tarantismo al reggae e all'Africa con una forza tanto lontana da ogni globalismo quanto agli antipodi da qualsiasi spaesamento.

Per Tutto cambia, titolo che dice la sua sui tempi in corso, la virata è sensibile seppur non rivoluzionaria. De Sio continua un percorso che la vede al contempo ricercatrice doviziosa e performer indomita; Manuel Agnelli e i suoi “suggerimenti” accreditati nel booklet sono una chiave di lettura di un disco che usa elettricità e ritmiche più quadrate senza sprecarli.

Dunque se, come ama ripetere lei, il folk è il rock del popolo, qui lo spirito ma anche i suoni sono rockisti, quasi a voler riappropriarsi di qualcosa, mentre la scaletta alterna con vivida continuità riletture, omaggi, inediti. La speranzosa title-track riprende in italiano la migliore Mercedes Sosa; L'amore assoluto torna in terra jamaicana con liriche di palpitante bellezza; Inno Nazionale è proprio quella di Carboni ma resa beffarda al punto giusto. E se cercate il sacrario di quella fregola rock di cui sopra, ecco una Padroni e bestie calibratissima e psichedelica con la titolare a far della voce ciò che vuole per cantarci quel che siamo diventati.

Che sia allora una sorta di primigenio passaggio di consegne – strettamente in ambito popolare, si badi bene – la bella riscrittura in lingua napoletana di Creuza de ma (Na strada miezzo o mare) commissionata dalla stessa Dori Ghezzi noi lo scommettiamo. Anche osservando con quanta autorevolezza e ardore De Sio rilegga due volte Modugno (Lu brigante e Scioscia popolo). A tal punto che sì, viene da crederlo: li cacceremo ballando.

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