Recensioni

7.1

Che i Telefon Tel Aviv avessero i numeri per sfondare lo si era capito già con il precedente Map Of What Is Effortless(Hefty, 2004): un piccolo manualetto su come mescolare Morr e glitch, sentimento e freddezza, soul e ghiaccio elettrico. Nel nuovo lavoro rischiano la carta remix: territorio minato e mostruosamente abusato, tour de force che spreme le meningi, dove solo i migliori hanno detto qualcosa di nuovo. Il gioco, signori, vale la candela.

Non il solito disco promozionale prima del nuovo album. Dai Nine Inch Nails a Bebel Gilberto, da Nitrada a Apparat: un’eterogeneità inconsueta e all’apparenza difficilmente manipolabile;
il duo si rimastica tutto ben bene e in poco più di 50 minuti ci conduce ai limiti dell’electro-shoegazing: il ricordo robotico dei Kraftwerk in Green Green Grass (American Analog Set) che esplode in una bomba armonica di cori post-wave, il richiamo alla scuola Autechre in Time Is Running Out (Phil Ranelin), lo slancio inevitabilmente chilly à la Thievery Corporation in All Around (Bebel Gilberto), la sensibilità di un Howie B infarcito di archi in Genuine Display (Midwest Product).

Se per caso ve li foste persi (di vista), la ricomparsa di Joshua Eustis e Charlie Cooperribadisce il loro posto di eccellenza nell’olimpo emo-electro. Un disco che è un iceberg con un cuore melò, uno di quei sogni che solo gli Air ultimamente hanno raccontato, il nu-balearic del 2007. La nuova Thievery Corp., o i nuovi K&D? Si accettano scommesse.

 

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