Recensioni

Dopo il piccolo successo di Fahrenheit Fair Enough per la cicagoiana Hefty Records, i Telefoni di Tel Aviv dal New Orleans, ovvero Joshua Eustis e Charles Cooper, ritornano con Map Of What Is Effortless riproponendo l’eclettica formula elettro-glitch-orchestral-(tr)hip-hop-r’n’b che aveva destato qualche critico due anni fa.
When it happens it moves all by itself apre l’album con piano elettrico ’70, atmosfere e orchestrazioni mellotron e perché no un finale New Age à la Masanori Takahashi(in arte Kitaro). I Lied prosegue tagliando corto: drum machine sincopata e atmosfere liquide Boards Of Canada con glassa amniotica glitch. Il cantato, un soul bianco desolato e chiccioso, fa pensare ai quintetti pop r’n’b di MTV remixati da Neil Davidge (il produttore dei Massive Attack).
Brusca sferzata subito dopo: My Week Beats Your Year. Primo singolo. Sexy atmosfere lesbo/girly disco night e vocoderate Schneider TM. Ma… Bubble and Spike si rimangia tutto: l’ospite Lindsay Anderson dei L’Altra intona una ballatona dreamy per dolci carezze di chitarra e sussurri. Nel ritornello la musa recita caduca e soave: “life is beatiful”. A qualcuno è parso di notare della leggera schizofrenia? Forse i Telefon se ne sono accorti: decidono d’inserire un pamphlet(tone) Boxhead Ensable per orchestra di 30 elementi! “Classicume” misto glitch, ok. E a questo punto perché non rimettere un’altra roba r’n’b? Altro giro altra corsa: via la Lindsay che il pubblico si annoia, mettiamo per par condicio il buon Damon Aaron. Ballad per voce nasale dalla serie melody from the block e il solista dei Gemelli Diversi applaude. Bene. Che propone il menù ora? Stiamo finendo il secondo oramai…
Naturalmente: What it is without the hand that wields it, glitchtronica ambientale fennesziana minimal-concettual-cut-up che evolve in piccoli fuochi artificiali drillati. Ci andiam sul sicuro va’… Altra ballatina da latte alle ginocchia – What it was will never again – e sul finale – At the Edge of the owrld you will still float – un downtempo. Alt, un attimo, ma a cantare non è quello “sciupa femmene” di Craig David? No. Fa uguale…
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