Recensioni

Tra quelli che possono dire di essersi trovati nel posto giusto al momento giusto c’è sicuramente Steve Lamacq. Fattosi le ossa tra le pagine di Nme, il londinese che voleva “diventare John Peel” si è consacrato tra i vari programmi radiofonici condotti nell’ombrello della Bbc. Going Deaf For A Living è la sua biografia, ma in realtà si tratta di un pretesto per fare un resoconto degli ultimi trent’anni dell’industria musicale britannica. Lamacq racconta l’avvicendarsi dei cicli new wave, britpop e indie attraverso il doppio punto di vista di protagonista e addetto ai lavori che riflette a bocce ferme su ciò che è stato. Pubblicata in prima battuta nel 2000 e ampliata nel 2019, la sua biografia narra di un adolescente music addicted che non sapeva bene cosa farne della propria vita ma era sicuro della forte attrazione che l’industria musicale esercitava su di lui. Tra concerti memorabili (il braccio sanguinante di Richey Edwards dei Manic Street Preachers) e interviste storiche (il tesissimo incontro coi fratelli Gallagher alla Bbc), Lamacq fa perno sul suo pregio maggiore: la sincerità.
Consapevole, infatti, di essere stato tra i fortunati ad aver vissuto da protagonista una delle stagioni più floride dello showbiz musicale – interessantissima la descrizione di quanto major e piccole label nell’era britpop abbiano speso l’impossibile per investire su ogni tipo di band – lo speaker ammette senza giri di parole le cantonate per gruppi che secondo il suo fiuto sarebbero esplose nel giro di qualche mese e, viceversa, l’incapacità di anticipare alcune next big thing.
In tutto questo, ci sono le sue motivazioni sui picchi di celebrità di Blur e Verve, la consapevolezza degli addetti ai lavori quando tra il 1999 e il 2000 Coldplay e Strokes si esibivano nei piccoli locali, e la faida tra i reparti A&R britannici e statunitensi. Per chi non ha mai avuto a che fare col mondo di Lamacq il consiglio è molto semplice: leggere e ascoltare i suoi articoli e i suoi programmi significa tastare il polso dell’underground britannico contemporaneo (Idles) e degli ultimi trent’anni.
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