Recensioni

Plausibile che, dopo l’implosione degli Emeralds, gli ex componenti del gruppo intraprendessero vie soliste. Dopotutto, le avventure in solo dei tre erano state interessanti valvole di sfogo anche prima del dissolvimento di una delle più significative esperienze del panorama post-noise/avant-kosmische/ecc.ecc.
Nello specifico, questo S/H segna una specie di punto e a capo per Hauschildt, visto che dopo un paio di rilevanti uscite in full-length per Kranky (ottimo l’Tragedy & Geometry del 2011), il Nostro colleziona una serie di tracce sparse tra varie pubblicazioni carbonare susseguitesi nel corso degli anni e un bel po’ di materiale inedito lasciato riposare negli archivi personali, alla maniera del simile A Young Person’s Guide To dell’ex collega McGuire.
È proprio la chiave cronologica, fornita dallo stesso autore con la compilazione di due CD suddivisi temporalmente, a regolare il tutto: il periodo più recente nel primo disco (2010-2012) con tracce completamente unreleased; il materiale più datato nel secondo (2005-2009) suddiviso equamente tra inediti, riesumazioni e ri-registrazioni da CD-R e cassette ovviamente irreperibili. Non che cambi molto a livello di materia trattata: lunghe e ondivaghe composizioni sul crinale di una nuova new age dai risvolti cosmici, lande da ambient sulfurea, droning fluttuante al limite dell’etereo e krautismi spacey vari e assortiti. Nulla di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, se non che Hauschildt dimostra buona consapevolezza e notevole classe nel creare tessiture sonore affascinanti e coinvolgenti, da ascolto ripetuto in cuffia e – perché no? – ottime come soundtrack anche per ambientazioni post-urbane. In definitiva, un buon viatico per i neofiti e un altrettanto valido compendio per gli appassionati, vista la difficoltà nel reperire i (pochi a dir la verità) materiali già editi.
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