Recensioni

Il mezzosangue Ramiro Jeancarlo, metà cileno, metà venezuelano ma americano d’adozione, è il nuovo gioiello di casa Wierd, pur se non propriamente un nome nuovo. Sotto vari aliases el hombre from Miami è, infatti, uno dei principali agitatori del revival synth-wave che dalla Wierd alla New York di Sean McBride (Martial Canterel, Xeno & Oaklander) sembra non conoscere soste o confini.
Dimenticate però l’elettronica solare della città d’adozione o l’immaginario altrettanto modaiolo e iridescente spacciato da cinema e serie-tv, perché Staccato Du Mal, il solo-project di Jeancarlo quando si smarca dall’industrial di Opus Finis, si allinea pesantemente alle direttive d’etichetta. Suono cold & minimal wave d’ordinanza ma non di maniera, in cui le algide ambientazioni non si limitano a riesumare il corpo morto della cold-wave ma sembrano distillare piccole dosi di robotica reiteratività made in Suicide virata goth. Il cantato bilingue del deus-ex-machina, baritonale, declamante ed enfatico, tratteggiato su una impostazione vagamente alla Alan Vega, caratterizza il tutto: paesaggi brulli e malefici disegnati da synth austeri e acidi che si colorano qua e là di vaghi accenni psichedelici in modalità krauta, di tenui colori electro-dark o di modalità marzialmente ebm.
Insomma, vengono fuori immagini strambe di Suicide virati Dark Day, Human League cresciuti a Sheffield, visioni sci-fi di distopici 80s e paesaggi industriali dismessi e irrimediabilmente consunti, che se non innovano dal punto di vista sonoro, intrigano parecchio per immaginario e atmosfere. In definitiva, una bomba da culto.
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