Recensioni

6.5

Non fatevi depistare dalle possenti chitarre post-grunge e dai diluiti suoni psichedelici che questo Astonishment vi offre, né tanto meno dai paesaggi desertici e aridi che i Soundsick, con la loro musica, riescono a disegnare: Ilario Onibokun e suo fratello Alex (italiani di origini nigero-venezuelane), accompagnati da Valentino Teodori, sono un prodotto made in Italy, di quelli di cui ogni tanto possiamo andare fieri. Attivo dal 1998, il trio di Fabriano debutta sulla lunga distanza soltanto oggi grazie a Seahorse Recording.

Astonishment è la sintesi di circa tre decenni di musica e rappresenta una navicella fluttuante che a bordo trasporta un’allegra “compagnia” formata, tra gli altri, da Pink Floyd, Alice in Chains, Nirvana e Porcupine Tree. E ci mette poco a decollare. La strumentale Lena rappresenta difatti un ottimo preludio a ciò che di lì a poco è destinato a venire. La base del debutto della band sta tutta in un possente hard-rock a tinte psichedeliche che, guidato da pesanti chitarre diluite in acidi assoli, osa spingersi sino a territori grunge e avantmetal. Meritano quindi di essere citate, tra le altre, la ballata strumentale Grandparents, le più melodiche e dark Loneliness e Brain in Brine, l’acida DiscoRat, e l’esplosiva Astonishment.

Se è vero che queste undici tracce hanno richiesto ben sedici anni di gestazione, è vero anche che il risultato finisce per ripagare appieno questa lunga attesa.

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