Recensioni

The Magnolia Electric Co. ripropone la band allargata che aveva accompagnato Jason Molina nel lungo tour europeo di The Lioness, testimoniato poi dal live Mi sei Apparso come un Fantasma, edito da Paper Cut e registrato a Modena. La line-up comprende Dan (chitarra) e Rob Sullivan (basso), Jim Grabowski (piano), Jeff Panall (batteria), Mike Brenner (lapsteel) e Dan McAdam (chitarra, violino). Alla voce, oltre a Jennie Benford già presente in Didn’t It Rain, si aggiungono Lawrence Peters e la cantautrice inglese Scout Niblett, cui Molina affida ben due degli otto pezzi che compongono l’album.
Abbandonati (definitivamente?) i sentieri oscuri di Ghost Tropic, il cantautore americano prosegue il suo cammino lungo la strada assolata imboccata con Didn’t It Rain. E lo fa con un’energia e un’intensità finora sconosciute nella sua discografia. Farewell Transmission è una scossa elettrica, uno scuotimento sismico che entra di prepotenza tra i pezzi memorabili di Songs: Ohia. I’ve Been Riding with the Ghost evoca il fantasma del Neil Young più elettrico e abrasivo mentre Just Be Simple è una ballata dylaniana accarezzata da una gentile steelguitar e punteggiata dal controcanto di Benford. A chiudere lo splendido poker iniziale ci pensa Almost Was Good Enough, la cui progressione d’organo ricorda lontanamente la sequenza d’accordi di Wicked Game (!). Meno brillanti i pezzi cantati da Peters, The Old Black Hen, country di stampo tradizionale, e dalla vocina sgraziata di Niblett, Peoria Lunch Box Blues, traditional dai toni indolenti.
Quando il disco sembra sfilacciarsi e perdere in efficacia, subito Molina riprende in mano le redini della situazione, sfoderando la graffiante John Henry Split My Heart, che ricorda per intensità la younghiana Southern Man, e la splendida perla conclusiva Hold On Magnolia, ballata in punta di spazzole, sognante, delicatissima e verde di speranza come questo nuovo corso di Songs: Ohia.
Amazon
