Recensioni

Nel recensire la loro precedente fatica discografica (Life & Love Through’s a Sparrow’s Eyes) ne auspicammo un maggior impegno in direzione melodica e Quinn & Donaldson con questo EP sembrano rispondere ai nostri appelli. Infatti, grazie all’uso di riffs più svegli e pimpanti, queste sei nuove canzoni suonano molto più solide rispetto al loro precedente evanescente repertorio.
Più fuzz-bass, chitarre e percussioni e meno cinguettii e frinir di cicale quindi, e la weirdness non ne soffre per via degli stacchi ritmici inusuali e dell’impostazione vocale sfasata quel tanto da far apparire tutto sbilenco e allucinato quanto basta, come fossero canzoni rubate da OAR di Skip Spence, ora odoranti di West Coast utopica dei Byrds (Julie-Anne, Patron Of Thieves), ora di Inghilterra inebetita da un floydiano Grasso Vecchio Sole (I Was A Thief).
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