Recensioni

Samuel Wisternoff è SJ Esau, suo progetto dal 1999. È compositore avant-pop – tra i tanti, ma con un senso proprio – di base a Bristol, anche se no, non fa trip-hop. Nel 2007 è su Anticon e il titolo del debutto è Wrong Faced Cat Feed Collapse: niente scenari left-field, niente suono Anticon, non è musica per l’avanzamento dell’hip-hop; SJ Esau suona folk-tronica. Gaspare Caliri, sulle pagine di SENTIREASCOLTARE, conclude la sua recensione progettando possibili evoluzioni del progetto: «ci sono margini per una crescita, ma nondimeno non possiamo escludere una appiattimento futuro». L’anno dopo, nel 2008, esce il secondo disco sotto Anticon, Small Vessel: niente pretese, è indie-rock e pop vagamente sperimentale. Sempre Gaspare Caliri: «forse non diremmo sperimentale, ma raramente banale».
Anno 2014, SJ Esau incide Exploding Views. Samuel raccoglie drum machines, chitarre, sintetizzatori, piano, percussioni, mentre Sean Talbot completa sedendo su uno sgabello dietro il set di batteria. In più, ci sono le comparse e le numerose collaborazioni, che arricchiscono di voci e colori il disco: Yoshino Shigigara, Matt Jones, Francois Marry, Joseph Howard Grounds, Ruth Recell, Emma Revell, Kathy Hinde, etc. L’album esce per From Scratch Records. La continuità è lì: Anticon è patria dell’avanguardia hip-hop U.S.A., FromScratch è crocevia delle stravaganze della scena avant-pop italo-europea. Quadra tutto.
Il mutamento di label giova per la crescita. Exploding Views è un congegno pop e le ragioni per cui suona tanto bene sono varie. La struttura dei brani è elaborata: gli schemi compositivi di un pezzo non si ripetono e la stratificazione delle suggestioni sj-esauiane sporca il cantautorato; il talento melodico è paradossale nelle discordanze voce-strumenti, quindi il paradosso della melodia nella dissonanza; la sezione synth-batteria è un tappeto percussivo primitivo, apparentemente in secondo piano, e costituisce uno dei punti forti del suono; il meccanismo dei brani è un gioco logico-naif o di schizofrenia pop: Sam e Sean contaminano gli stimoli – psych-folk, dream-rock, post-punk, art-punk, synth-noise, avant-rock, etc. – e la cifra di SJ Esau ingloba l’onnicomprensivo; l’intreccio trans-genere delle tessiture voce-synth-chitarra ha una propria propulsione ed è una trappola magistrale.
Il corpo-brani è amalgamato nel suo scorrere senza intoppi. Il pensiero-base è (perché non divertire?): pirotecnie auto-ironiche e sbalzi umorali (euforia vs. tedio). È cantautorato e l’attitudine è verso la parodia. La materia di Exploding Views si riscatta e si inorgoglisce, quando anche SJ Esau raggiunge la consapevolezza del proprio intento, che è parodico e cela uno spirito pop-olare. Si supera lo stadio della parodia come intrattenimento, si raggiunge il livello della parodia come analisi-studio. SJ Esau studia la musica per creare nuova musica propria, analizza strutture vecchie e ne formula di nuove. Per questo la maniera di intendere la composizione è trasversale. Un esercizio di stile che si tramuta in creazione: raccogliere stimoli, emulare, mescolare e ottenere nuovi spunti. SJ Esau è originale, perché l’operazione che fa è pensata. È provocazione, che non è scandalo, ma nemmeno fine a se stessa. SJ Esau supera lo stadio del gioco, abbandona le sembianze del buffone e vomita note-blu.
Non è pop musik, non c’è auto-commiserazione in Exploding Views, ma quel qualcosa di personale che ognuno potrebbe ritrovare, prima o poi, in SJ Esau.
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