Recensioni
Christian Prommer
Sixteen F**king Years Of G-Stone Recordings
-
Marco Braggion
- 27 Giugno 2010

Non si capisce bene perché abbiano scelto proprio il 16 come numero da anniversario, sta di fatto che i ragazzi della G-Stone confezionano un doppio di lusso immediatamente prima di partire per le vacanze: un primo CD di inediti e un secondo disco di classici. Il suono coniato dai padrini Peter Kruder e Richard Dorfmeister ha creato la scuola electro viennese, definendo uno standard per il downtempo chill che è ormai un genere a sè stante che ingloba oggi non esclusivamente musica da rilassamento.
Dopo più di 3 lustri (e più di 2 milioni di dischi venduti) le sorgenti che pescavano dal calderone tardo Novanta le camere di decompressione post-E, sono mutate in una coolness che guarda alla tribal exotica (Makossa & Megablast) e al turntablizm (Urbs), al dub (K&D) e al jazz techy (grande remix di Rodney Hunter per Tosca), al drum’n’bass (D Kay) e all’ambient (Peace Orchestra) e per finire al soul di classe (dell’eccellente Christian Prommer).
Sarà che oggi siamo tentati di snobbare la coolness preferendo l’intrigante mondo cut and paste del wonky, o magari ci infrattiamo in contaminazioni con i mondi banghra-agit di M.I.A. e soci, ma richiamare per due ore e poco più le atmosfere fumose dei caldi club viennesi può causarci un deja vù piacevole, che non sfora mai nella deprimente elettronica finto chic dei vari Buddha Bar. G-Stone: canone obbligatorio.
Amazon
