Recensioni

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Insieme a Charlie Charles è probabilmente il producer che più di tutti ha contribuito a plasmare quella scena trap capace di colonizzare i palinsesti mainstream nell’ultimo lustro abbondante. Sick Luke, tra collaborazioni con Dark Polo Gang, Sfera Ebbasta, Ghali, Mecna, Guè Pequeno, Marracash, Fabri Fibra e tanti altri, è praticamente sempre stato nei piani alti delle classifiche con qualche brano. X2 (il titolo rimanda al suo esasperante tag) arriva un po’ in ritardo rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato, e come prevedibile prova a tirare le fila del discorso radiofonico iniziato a suo tempo proprio dal suo autore.

È un disco che porta a casa la pagnotta senza colpo ferire, ora riciclando un po’ di idee vecchie già di diversi anni, ora concedendosi a ruffianerie dichiaratamente radiofoniche, solo ogni tanto provando a cacciare la testolina fuori dal seminato. È quest’ultimo il caso ad esempio di Funeral Party con Cosmo e Pop X, due nomi piuttosto avulsi dal resto degli ospiti presenti in scaletta: dance tamarra il giusto e synth che profumano di eurodance, il guilty pleasure perfetto per una scorrazzata notturna in riviera romagnola. Meno scontate anche CLOCHARD, con una chitarra darkwave che fa un po’ Cure e l’ottima CREATUR con Ernia e Geolier, notturna e rarefatta con un azzeccatissimo campionamento di piano (probabilmente il miglior brano in scaletta). 

Che il ragazzo sappia confezionare pezzoni pronti a macinare numeri importanti non è un mistero. Qui a volte gli esiti sono apprezzabili, altre meno. Ci sono pezzi pop votati al passaggio in radio davvero ben confezionati e con tutti gli ingredienti al posto giusto: LA STREGA DEL FRUTTETO con Chiello e Madame sfoggia delle melodie indovinate spalmate su un arrangiamento pop-funk con una linea di basso bella cicciotta in primo piano. Altrove invece il pilota automatico è inserito in modo troppo manifesto, come nella vagamente vapor HENTAI, in DREAM TEAM (che potrebbe essere uscita da un qualsiasi album della DPG), o in SOLITE PARE con Tha Supreme e Sfera Ebbasta, esattamente la hit che uno si aspetterebbe leggendo i nomi coinvolti (e non lo diciamo in senso positivo). I momenti peggiori sono quelli in cui i featuring estremizzano fino alla macchietta i cliché di cui si fanno portatori: vedi il machismo di PEZZI DA VENTI con Emis Killa Side Baby, i tormentati biascicamenti da romanaccio di Ketama126, il solito irritante paraculismo di Coez, il sentimentalismo da Converse consumate e Smemoranda nello zaino di Mecna, e via così.

Lungo tutta la tracklist la volontà è evidente e dichiarata, anche scorrendo i tanti ospiti coinvolti: unire indie-pop e trap in una joint venture che allacci i due trend radiofonici principali degli ultimi anni. In questo senso si spiegano pezzi come NOTTE SCURA, FALENA, MOSAICI e CAMEL E MALINCONIA. È un potpurri ben esemplificato da personaggi come Chiello, non a caso presente in scaletta: look da trapper, rimasticazione plastificata ed edulcorata di cliché vari (spesso e volentieri rockisti o punk nel senso più stereotipato) e numeri vertiginosi sulle piattaforme di streaming.

Il mischiotto funziona se guardiamo il piazzamento in classifica di X2; in tal senso il canovaccio per i pezzi pop del futuro prossimo sembra sempre di più essere questo: un ritornello indie (quell’indie smaltato e pulitino, paraculo e sentimentale) cantato dal Coez o dal Gazzelle di turno, con strofe rappate da Tedua, Mecna o chi per loro, con ognuno a rappresentare un preciso ingrediente della ricetta in base allo stereotipo che incarna e alla fetta di pubblico che può portare. Forse siamo un po’ cinici noi. Sick Luke sostiene di non aver pensato alle classifiche, ma di aver fatto un disco in cui è confluito tutto quello che gli piace musicalmente. Siamo quindi davanti a un pop in radio fatto ormai a immagine e somiglianza dei suoi gusti, oppure a un bel furbacchione.

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