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7

Terzo album in tre anni e sempre su Ghostly per Shigeto, al secolo Zach Saginaw da Ann Arbor, Michigan (tana della label e di pionieri del glitch hop come Dabrye), ovverosia uno degli interpreti più stimati e credibili della wave wonky internazionale e specialmente della sua declinazione arty e abstract.

Quello del nostro è un suono da poltrona costruito su squisite pennellate che sono goloserie in punta di bisturi da stato dell’arte della cosmesi timbrico-ritmica; un suono che negli anni è cambiato poco, sostanzialmente perdendo in quadratura ritmica e acquisendo calore umano, coerentemente con il progetto di un electronic jazz e di una fusion blacktopistica qui testimoniati da take pesantemente in odor di fusion latin, rigogliosa come vegetazione tropicale, à la Chick Corea & Co (particolarmente Ringleader, ma anche Soul Searching e la title track). Il risultato, viste le premesse tecniche, è spesso accostabile ai lavori di Lapalux (Miss U punta allo stesso r’n’b strumentale  e sofisticato).

Gusto e stile davvero a palate, non si discute. Ma se cercate l’incisività – nonostante tutti i bisturi di cui sopra – cercatela altrove.

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