Recensioni

Dopo il progetto Saltland della violoncellista dei Thee Silver Mt. Zion Rebecca Foon, Constellation pubblica il primo album solista del violino degli Arcade Fire (nonché Bell Orchestre) Sarah Neufeld. Sempre di archi si tratta, ma declinati in modo diverso e differenti nella resa armonica e nelle finalità. Tant’è che la qui presente musicista di stanza a Montréal opta per un disco fondamentalmente minimalista che investe moltissimo sugli echi ambientali, sui cambi di mood e di tempo, sulla coesistenza a volte anche drammatica di pochi ma determinanti elementi.
Registrato a Berlino dal pianista e produttore Nils Frahm in location piuttosto insolite – tra cui anche un garage sotterraneo – proprio per preservare il valore aggiunto dei riverberi naturali, Hero Brother è musica per violino (quasi) solista (gli unici altri strumenti sono l’harmonium e il piano di Frahm) che raccoglie suoni tesissimi, connessi fino al midollo alla variabile ritmica e alle dinamiche del suono, ma al tempo stesso capaci di aperture inaspettate in spazi ampi e rassicuranti. Ecco che allora a un Colin Stetson richiamato dal lavoro incessante dell’archetto in You Are The Field (diverso strumento ma stesso approccio) succede una Breathing Black Ground che gioca con lentezze e droni in crescendo, al pizzicato celestiale di They Live On vengono contrapposti il tapping quasi psichedelico di Wrong Thought, i classicismi da camera di Right Thought, o magari le altezze siderali dell’introduttiva Tower.
La Neufeld è brava perché, oltre a confezionare quarantatré minuti di musica strumentale coinvolgente nonostante, sulla carta, il progetto sia tutt’altro che di facile fruizione, trasforma tale musica in un linguaggio vero e proprio fatto di pause e ripartenze, cambi di tono e contrappunti puntuali. Più che musica, una conversazione in piena regola veicolata da un parlato umorale, ipnotico, che mima le incostanze tipiche della comunicazione umana svelando un universo di microvariazioni sullo strumento che è al tempo stesso contesto e soggetto. E chissà che il fatto di lavorare anche come istruttrice di Yoga – con tanto di musiche selezionate per le lezioni che vanno da Aphex Twin ai Boards Of Canada, almeno a sentire la diretta interessata – non abbia influito in maniera determinante sulla concezione musicale alla base di questo Hero Brother.
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