Recensioni

TOP
7.3

Sainkho Namtchylak è una cantante votata allo sperimentalismo vocale originaria di Tuva, Siberia, classe 1957. Titolare di una discografia ampissima che si muove tra avanguardia ed elementi etnici, ma anche interessata a scovare una modernità sonora (elettronica e non) da far convivere con gli input della terra d’origine, Namtchylak ha dimostrato nel tempo una grande versatilità. Uno stile, il suo, fatto di improvvisazione, canto armonico, suoni gutturali, atmosfere sciamaniche e ipnotiche, ma anche brani eseguiti in varie lingue.

In Like a Bird or Spirit, Not A Face la musicista chiama a collaborare Eyadou Ag Leche e Said Ag Ayad dei Tinariwen, si fa produrre da Ian Brennan  (già al lavoro, tra gli altri, con TV on the Radio, Flea, Tinariwen, Lucinda Williams, Los Lobos) e se ne esce con un lavoro intrigante, potente, ma al contempo essenziale. Dall’album emerge un aspetto ritmico pressante che crea quasi un ponte ideale – per lo meno a livello “strutturale” – con Blank Project di Neneh Cherry: stessa ruvidezza sonora, stessa libertà formale, stessa centralità della voce. Dove la svedese è elettronica, però, Namtchylak è fortemente etnica e prona verso un’avanguardia sperimentale lasciata dietro l’angolo, ma comunque presente. Magari nelle voci bambinesche che talvolta arrivano in superficie in certo ambient glaciale (The Road Back), nell’overtone singing di brani come So Strange! So Strange! o in improvvisazioni formalmente meno attraenti ma concettualmente intriganti come Nomadic Blues. C’è poi la ripetitività chitarristica circolare e blues dei Tinariwen a scaldare, il suono sciamanico dell’Africa, che trova un contraltare quasi naturale nella voce della cantante di Tuva, ad esempio in brani come l’iniziale Nomadic Mood o in The Snow Fall Without You. Africa che ovviamente è anche pattern ritmico, sottolineato dalle percussioni di una Workers Song (Nomads Dance Around The Fire) in cui il cantato diventa parte integrante del beat, o dai sincopati blues di una Erge Chokka To il cui stile vocale ricorda a tratti il buon Captain Beefheart.

Nel nuovo album, Sainkho Namtchylak registra quasi tutto in presa diretta, si appropria delle regolarità cardiache del suono Tinariwen, le omaggia alla sua maniera con un approccio libero di spaziare e aggiunge alla ricetta virtuosismi e imprevedibilità (ad esempio, nel quasi trip-hop di Melody In My Heart), facendo guadagnare già da ora a Like a Bird or Spirit, Not A Face un posto tra i nostri album di riferimento del 2016.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette