Recensioni

Le ultime cose di Raiz in solitaria non ci avevano convinto più di tanto; stavano a cavallo tra una commerciabilità quantomeno inattesa e una voglia di tradizione-con-sperimentazione-wordy che nel sodalizio con gli Almamegretta aveva già avuto i suoi apici ormai una decina di anni orsono. Il nuovo progetto di cover con i Radicanto, band e associazione culturale fondata da Giuseppe De Trizio nel 1996 che esplora le musiche popolari del sud (d'Italia e del mondo), si situa ancora a cavallo tra digeribilità mainstream ed esplorazione intelligente delle radici etniche, ma la soluzione punta su sonorità acustiche ed evita la fastidiosa elettronica posticcia che aveva minato le ultime scorribande in solitaria di Della Volpe.
Il repertorio scelto è una selezione delle più belle canzoni del cantante napoletano (e quindi in questo senso non rischia molto), ma in più offre una bella tripletta di standard tradizionali che spaziano dalla tradizione greco-salentina (Aremu Rindineddha), al canto sefardita (La rosa enflorece) e per finire al mondo ebraico (stupenda Shabechi Yerushalaim) presupponendo forse una nuova strada di ricerca. Sapevamo che Raiz poteva ancora giocare delle buone carte.
L'incontro con i Radicanto è stato un ottimo svecchiamento delle sue velleità pop e un ritorno alle radici mediterranee che costituiscono da sempre la sua caratteristica sonica di maggior interesse e piacere.
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