Recensioni

Furbi sono furbi, i Pq. Interessati a dare un immagine dell’ambient quanto più friendly e malinconica possibile, tra accenni post-rock su arpeggi di chitarre acustiche (Somebody Should Repeat My Summer) e archi in deriva cinematica (The Cairo Truth), elettronica minimal e crepitante (Jocelyn) e intimità soffuse in stile Yann Tiersen condite da un retrogusto psichedelico (A Taste Of Diminished Expectation).
Il duo belga (Samir Bekaert e Maarten Vanderwalle dietro alle macchine) dimostra comunque un gusto sopraffino nell’assemblare i suoni di You’ll Never Find Us Here, un misurare maniacale influenze, sfumature e ceselli strumentali da cui traspare evidente la matrice nord-europea/francofona del progetto. Per un disco sospeso tra melodia e costumer care, in un gioco di atmosfere che va per sottrazione riuscendo nel contempo a suonare cool.
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