Recensioni

7.2

Quando c’è di mezzo Fabio Reeks Recchia non c’è mai da stare tranquilli. Il romano ha trafficato sempre con musiche, band e progetti borderline. A volte estemporanei, a volte dalla lunga tradizione: tanto per fare qualche nome Zu, Eraldo Bernocchi, Okapi, Damo Suzuki, Germanotta Youth e moltissimi altri. Uno avvezzo a mischiare, a giocare coi ruoli, a sconvolgere le carte in tavola, specie quando si trova a fare comunella con una formazione atipica come questi Pharm.

Collettivo audio-video formato da Cristiano De Fabritiis (batteria e live electronics), Claudio Mosconi (basso), Matteo D’Incà (chitarra), Alessandro Rebecchi (videomanipolazioni) e dal citato Reeks ai live electronics e percussioni, Pharm è in realtà un tritatutto. Post-rock colto alla Tortoise, attitudine punk, Primus, hardcore evoluto, industrial dei 90s, destrutturazione, reminiscenze del Coltrane imbizzarrito, il jazzcore romano, le colonne sonore immaginarie, il funk, la Canterbury più avventurosa, il rock in opposition meno standardizzato e moltissimo altro trova accoglienza nelle sette lunghe tracce del lavoro.

Ne escono canzoni che sono interi universi fissati in una istantanea appena dopo il big bang, colori e fusioni transmediali liofilizzate in composizioni irregolari e libere, che non perdono mai in coerenza e forza visionaria pur muovendosi tra umori, suggestioni, sensazioni ovviamente eterogenee. Post-rock malinconico e pacato dei June Of 44 imbastardito col glitch’n’cuts (Western Machines), manovre smuoviculo da funk alien(at)o e in modalità weird-exotica (Joe Chip), trip-hop agnostico e cinematico (Q), l’hardcore evoluto dei Victim’s Family mischiato al rumorismo e sgretolato in un caleidoscopio di decostruzioni (Buone Cose A Lei), la via schizoide del jazz più libero e funkettoso pronto a tornare alla casa madre Africa (L’Africano), il crossover dei 90s rielaborato in chiave terzo millennio (Sorbetto): Pharm è veramente una ossimorica galassia di suoni in opposizione e comunione.

“Una guida galattica per autostoppisti post-rock”, dicono scherzando ma non troppo nella press, e la realtà non è molto lontana. Sperimentale e coraggioso, mai scontato e prevedibile, libero e folle, Pharm è una ottima via da seguire, se se ne ha il coraggio.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette