Recensioni

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Peaches ha sempre provocato e sfidato i benpensanti con ogni sorta di oscenità a sfondo sessuale. Lo ha fatto con caparbia insistenza, scegliendo spesso produzioni ripetitive, quando non monocordi tout court, superando il confine tra messaggio e indulgenza. Peaches è artista e performer punk, lo è intimamente, ma come creatrice ha anche spaziato: si è esibita con compagnie di danza, ha esposto sculture e ha interpretato Anna in The Seven Deadly Sins di Brecht e Weill.

A 11 anni da Rub, questo No Lube So Rude, registrato a Berlino, è esplicito, spudorato, volgare, osceno, esagerato. Chi sia questo The Squirt Deluxe a produrlo resta un mistero. Il tema della title track parla chiaro: qualcuno so rude che non porta il lubrificante a un sex party. Non c’è dietrologia: più che un this is what you want, è un this is what you get in queste fiere tracce – spesso accompagnate da curati videoclip – che parlano anche di autoaffermazione, dove il corpo diventa arma, occasione di orgoglio e celebrazione, senza vergogna: “Older than you / Looking so cunt / All in my cunt / Thirsty much?” in Hanging Titties; “Yes, I’m old / Solid gold / A woman in control of all her holes” da Panna Cotta Delight.

Va da sé che il sottotesto sia politico, e al filth s’accompagni la fury, anche per combinazioni surreali e grottesche (“Starlink anal beads / Shove it and squeeze” da Fuck How You Wanna Fuck). Implicito è anche il lavoro che Peaches, ora 59enne, fa su aspettative e pregiudizi sulle donne post-menopausali.

A una Nicki Minaj che professa il credo MAGA, la canadese risponde ribaltando rime, bassi e groove: ne nascono inni per la comunità queer e trans (la sopracitata Fuck How You Wanna Fuck) e per chiunque voglia alzare un dito contro censure e destre che brandiscono crocefissi. E i linguaggi per esprimerla sono tanti: dall’electroclash di cui fu pioniera a forme ibride di house come jersey club e moombahton.

C’è anche Watcha Gonna Do About It, che ricorda gli album elettronici di Madonna del decennio scorso, una citazione a Miss Ciccone che continua un dialogo ormai di lungo corso. Non è una novità per Peaches: nel 2003 mandò a Madonna e Guy Ritchie alcune sue mutande autografate come gesto ironico e amichevole, con scritto “Dear Madonna, fuck ya now, love Peaches.”

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