Recensioni

5.5

Quando l'opener Lighthouse vira verso sonorità tex-mex si passa davvero il segno: troppi gli elementi che si buttano nella mischia, in un calderone che vuole essere colto, ma risulta stucchevole. La musica di Patrick Watson soffre delle stesse problematiche di quella di Ari Picker aka Lost In The Trees: sapere di essere bravi e volerlo dimostrare a ogni piè sospinto. Così ci si ritrova in un amalgama disomogeneo di piano pop orchestrale, con forti influenze di classica e una voce, quella dello stesso Watson, che cerca di inseguire chi non si può seguire (Antony) per risultare la brutta copia di chi è meglio non seguire (The Antlers). Un disco buono per impressionare il palato sempliciotto di qualcuno, ma a conti fatti inconsistente.

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