Recensioni

7

Sale quanto basta, l’album di Paolo Angeli uscito a gennaio dell’anno scorso, si concentrava sul rapporto tra uomo e mare, ed era suggestiva chimica da Mar dei Sargassi fatta di praterie. S’U, ultimo lavoro in studio, è una specie di piccolo romanzo americano in cui ci si immagina un uomo cimentarsi in un ambiente mobile e insidioso. Il mare, punto d’arrivo, stabilizzatore naturale, in questo caso ha una tale energia che invia ambasciate al cielo con rintocchi d’onde. E’ oceanico tormento che incute timore al Pequod.

L’uomo-capitano ha di che preoccuparsi, perchè capodogli e balene spuntano sulla linea mediana che poco distingue la curva celeste. Un riferimento letterario svelato a Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni, dice a gran voce sardità. Un sardità fatta di coordinate geografiche e sedimentazione tra il mito e l’elegia, in dirittura d’arrivo su venti mediterranei. In Atzeni tutto questo si pronunciava come universalismo a strati con innumerevoli radici, quindi quanto di più vicino all’etica del chitarrista. Si intende che la musica di Paolo Angeli cerca oggi un bilanciamento dove nulla può più e si colora tutt’intorno di natura, pur vaticinando un’idea di mondo in crisi, destabilizzato, in apparenza malato.

Negli ultimi anni il chitarrista gallurese si è concentrato soprattutto sulla sperimentazione sulle 18 corde preparate, coralità con cui lo strumento rilancia sfide e vibra incantevole. Ma sarebbe ipocrisia non parlare di un assestamento in essa. Le coordinate avant degli inizi assumono contorni più puliti, che portano l’ago della bilancia sul folklore, l’ingegno tecnico sedimenta quanto accumulato e lavora finemente. Anche le svisate noise tendono a chiudersi, lasciando posto a una figurazione strumentale chiara con analogie ancora esitanti ma ricognizioni più attente rispetto al passato (monodia vocale, cantu a chiterra, un più esteso ellenismo che gioca fra sponde italo-iberiche). S’U spinge in definitiva sui rilievi psicologici. E questo rende tutto più difficile da analizzare e interpretare, ma anche più appetibile. Siamo sulla retta via.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette