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Nato dall’incontro tra l’ascoltatore Paolo Angeli (che oltre ad essere un musicista talentuoso è appunto un fruitore di musiche a trecentosessanta gradi) e la musica della band di Thom Yorke, 22.22 Free Radiohead è un disco semplicemente magnifico, nato così, come racconta l’autore: «Durante le pause dei tour, mi dedicavo a suonare in notturna lunghi flussi di improvvisazione. Guardavo l’orologio e il risultato casuale era ricorrente: le 22:22. La mattina mi svegliavo ascoltando i Radiohead, album di musica improvvisata, suoni di ambiente colti durante i miei viaggi, registrazioni dei cori a cuncordu o il flamenco più puro. Qualche mese dopo, durante una giornata di pioggia sull’isola di Carloforte (al sud della Sardegna), stranamente la radio si sintonizzava solo sulle onde medie, captando musiche per lo più del mondo arabo o flussi ipnotici del Nord Africa. Ho pensato che quella era la risposta che cercavo: suonare le musiche dei Radiohead facendole compiere un viaggio, ripensandole nel cuore di un isola del Mediterraneo, sintonizzando il rock anglosassone con arcate mediorientali, bordoni psichedelici, fraseggi lirici e spigolosi di riferimento jazzistico, e pulsazioni gypsy. Tutto questo convive tra le corde della mia chitarra».

Un viaggio dunque in un mondo reale ed immaginario, in un Mediterraneo concreto ed utopico, in un mare dove si incontrano storie e musiche tra le più diverse e dove, come per miracolo, possono convivere le suggestioni da avant-folk globale del chitarrista di Palau con il canzoniere della band di Kid A. Non di mere reinterpretazioni si tratta ma di pretesti da cui partire per salpare lontano: i temi che siamo abituati a sentire dalla chitarra di Colin Greenwood sono qui semplicemente porti da cui cominciare una navigazione tra scrittura ed improvvisazione, ed alla luce di questo i pezzi dei Radiohead smettono di essere in toto pezzi dei Radiohead per trasformarsi in qualcos’altro, tra le corde della chitarra preparata di Angeli, che col suo magico sistema di martelletti, eliche, corde di violoncello sa spalancare mondi.

Le possibilità timbriche dello strumento sono semplicemente stupefacenti (funge da percussione, da basso, da canto e da contappunto al tempo stesso) e si prestano perfettamente al trattamento di questa materia (un caso per tutti, Airbag), la capacità del regista e protagonista nel mettere in scena i suoni come fossero attori di una rappresentazione di avanguardia popolare è da artigiano navigato. E proprio sul valore della sua esperienza a bottega presso Giovanni Scanu (uno dei maestri della chitarra sarda del ‘900) tante volte ha insistito il musicista gallurese; felice idea dunque quella di trattare materiali altrui con il suo strumento-mondo: già avevamo avuto modo di apprezzare gli ottimi esiti di una tale operazione con Tessuti, dedicato al repertorio di Bjork e di Fred Frith (un musicista senz’altro importante nel percorso di Angeli) e la meraviglia si ripete a questo giro, con sedici pezzi (più sei bonus tracks) che viaggiano con favore di vento e di ispirazione tra numeri autografi e reinterpretazioni (dieci, da Idioteque a Daydreaming, da Optimistic a Knives Out) e due tradizionali, uno dei quali, Andira, sulle parole di Don Baignu Pes (Gavino Pes, il primo ad utilizzare il dialetto gallurese in poesia, e torniamo indietro al XVIII secolo), è senza mezzi termini un capolavoro, nel quale abbiamo modo di apprezzare anche le buonissime doti di cantante del chitarrista sardo.

Il breve romanzo techno di Idioteque viene qua tramutato in una miniatura delicata e monumentale, le fibrillazioni elettroniche dell’originale (qui per forza di cosa assenti) rivivono sotto una nuova veste acustica che sa custodire il gheriglio di quella noce, per poi fiorire nel secondo tradizionale, Notti d’ea. Voci e musiche di radio vicine e lontane che sanno essere avanguardia giocosa (Il ballo di Thom) o struggente folk di una fine (La Resa), l’Africa di Ora illegale (dove lo strumento-orchestra diventa una kora), chiodi e pietre preziose dentro una scatola di bambola (l’iniziale Vinagra), i drones che invitano al viaggio di Icaro.

22.22 Free Radiohead è l’ennesima conferma di un talento cristallino, poliedrico e prolifico: è già uscito in questi giorni un nuovo disco, in duo con Iva Bittová , Sul Filo. Ci torneremo presto.

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