Recensioni

6.5

Messa da parte ogni velleità innovatrice su una musica tanto usurata
quanto vitale come il rock –  forse anche per raggiunti limiti di età
della stessa -, alle nuove leve spesso non rimane che optare per quello
che obiettivamente sembra il male minore. Esplorare cioè gli angoli
meno illuminati di questa creatura vecchia più di mezzo secolo
esaltando i punti di contatto presenti tra le sue numerose
ramificazioni interne, curando particolarmente la forma, adattando le
vecchie scale pentatoniche ai ritmi feroci e al rumore dei giorni
nostri.
In termini più prosaici, incrociare i linguaggi, o come
direbbero gli americani, fare crossover, magari affidandosi a una
batteria in levare qui e a qualche distorsione di chitarra là, facendo
sempre ben attenzione a rimanere in equilibrio sul filo della decenza estetica.

Gli Overmood da Alessandria non fanno eccezione in questo senso,
mescolando, nel loro esordio discografico sulla lunga distanza,
chitarre elettriche rugose, synth (Grain Of Hope) e incedere pulsante in stile disco (Flame – Red Lawn), dissonanze (Odds&Ends) e punk strumentale (Climb The Days), Hip Hop e accenti R&B (Palely e Rubber).
Il tutto condito da qualche bit di elettronica sparso e parecchio
entusiasmo giovanile, quest’ultimo in grado di esaltare quando la
musica colpisce a fondo – i Pixies di Winning Guitar – e di sopperire sufficientemente alle carenze quando invece cala la lucidità (Restless Song).

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