Recensioni

Daughter of Cloud è il rare, b-side e unreleased album degli Of Montreal. Copre un arco temporale che va dall’indie caso che fu Hissing Fauna, Are You the Destroyer? all’ultimo pantagruelico Paralytic Stalks, in pratica cinque furiosi anni nella produzione discografica di Kevin Barnes che nella vita di un musicista “normale” si tradurrebbero in dieci o venti.
Vista la natura compilativa del lavoro – diciassette tracce, di cui dieci completamente inedite – troviamo molti episodi sketch sui due minuti e altri sui quattro, tutti carichi di arrangiamenti e soluzioni ritmiche. Il tentativo era quello di farlo suonare come un nuovo album della band, il risultato è un caleidoscopio a tratti straniante e raramente geniale, ma sicuramente mai trascurabile tout court. Si va dall'hip hop recente dalle parti della Anticon – e ce n'è un bel po' – (Stepping’ Out, Partizan Terminus, Alter Eagle, Subtext Read, Nothing New, Obiousatonicnuncio), alla nota synth-tronica (Jan Doesn’t Like It, Noir Blues To Tinnitus), passando per episodi più disturbati (Hindlopp Stat), ballad al piano (Expecting To Fly), qualche basamento indie chitarristico Hissing Fauna (Psychotic Feeling, Tender Fax, la roureediana Kristiansand) e condimenti glam-disco-psych uptempo che riassumono, in pratica, la portante sonica dell’ultimo Barnes.
Sono tre i convincenti episodi prettamente pop (Our Love is Senile, Sails, Hermaphroditic e la citata Psychotic Feeling), il resto è pane per i denti dei cultori. Un sorriso (Georgie’s Lament) scappa sempre, l’effetto è quello di una sbronza a un passo dalla china discendente. That’s Barnes baby.
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