Recensioni

Nymph, ovvero quando il termine “baraonda” assume la sua connotazione etimologica definitiva. All’altezza del primo disco, i Nymph erano un combo newyorchese dedito ad una psichedelia free-form tutto sommato ordinaria per certi lidi. Ora il passaggio da The Social Registry, per cui avevano pubblicato l’omonimo esordio, alla sempre più quotata Northern Spy ha apportato un cambiamento sostanziale e sostanzioso nella struttura e, di conseguenza, nel suono della formazione americana.
Non più quattro membri, bensì otto (!) inglobati da una altrettanto oscura formazione di Athens chiamata Dark Meat dopo vari tour insieme che ne hanno cementato amicizia e possibilità musicali. Ora, dunque, quello che ci si accinge ad ascoltare in New Millennium Prayer è un collettivo eclettico e stralunato, massimalista nella strumentazione – chitarre, bassi, farfisa, sax, tromba, elettronica e una moltitudine di percussioni, batterie, congas, ecc. – e reiterativamente minimalista nell’esecuzione. In grado di convogliare le millemila influenze dichiarate, da Don Cherry a Riley, dai Neu! ai Boredoms, fino a Sharrock, Ayler, Ali Farka Toure e 13th Floor Elevators, in un flusso quasi ininterrotto di psichedelia varia e screziata, che prende e cita dal jazz libero e dal kraut, che si ispira e aspira ad una composizione free-form – tre delle quattro tracce dell’album non durano meno di dieci minuti l’una – in cui tutto si fonde e confonde dando vita ad un marasma di suoni in libertà realmente “intrippanti”.
Ritmi accesi, ora tropicali, ora monotoni, intarsi di chitarra e inserti di fiati, velleità da big band ma affrontate col piglio da forsennati dell’underground cittadino e con un occhio sempre alla stella polare del free-jazz meno ortodosso (la chiosa di Battle Funk) unite organicamente al gusto per l’ipnosi più scura e trascendente, tra effluvi mediorientali e svenevolezze droning (Raag Moon, come degli Om in formazione orchestrale o la riproposizione dell’ala più freakettona del kraut rock d’antan?). Con in più una title track che è una cavalcata senza fiato in trenta e passa anni di psichedelia declinata in ogni sua forma, tra farfisa impazziti, ritmo incalzante e deliqui everywhere. Cercateli se solo vi piace uno dei nomi qui citati e non ve ne pentirete.
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