Recensioni

Fa caldo, al Circolo Andrea Doria, prima che il concerto di Neneh Cherry cominci. È un sabato di luglio in cui non sono moltissime le persone giunte fino a qui per vedere l’esibizione di una piccola leggenda dell’underground britannico – anche se di origini svedesi – degli ultimi trent’anni che, coi suoi incroci con Pop Group, Massive Attack e Four Tet ora, ha scritto pagine bellissime di musica meticcia (eppure sempre urbana). Non sono moltissime, ma nemmeno poche: vista la scarsa raggiungibilità del luogo tramite i mezzi pubblici romani e la dimensione raccolta della location, il tutto ha così assunto un carattere intimo che ha esaltato la libertà di movimento di chi c’era e il rispetto per l’artista sul palco (non si sentiva gente chiacchierare, miracolo vero, di questi tempi).
Prima di Neneh Cherry, ad aprire c’è la giovanissima band The Formation: suonano un misto tra Rapture e Talking Heads che, al netto delle ingenuità, riesce a scaldare a dover il pubblico. Bravi e, si spera, presto fortunati. Quando raggiunge sul palco i due membri dei Rocketnumbernine che la aspettano, Neneh Cherry è subito carica, subito grintosa: si sente nell’iniziale Across The Water che sotto quell’aura soul epidermica c’è un animale da palco pronto a colpire. Così è.
Tutto Blank Project viene eseguito in maniera impeccabile e ricca di trasporto, dando sia una giusta e fedele riproposizione dei brani del disco (e in questo testimoniando della bravura dei musicisti coinvolti) che spazio al gesto improvvisato, estemporaneo, che regala momenti bellissimi: una Everything veemente, una Out Of The Black groovey e travolgente, in una Cynical spigolosa. Non guarda al passato, Neneh Cherry, se non nei bis (Manchild e Buffalo Stance). Guarda avanti, al futuro dei brani che ha scritto per Blank Project e soprattutto al pubblico che si trova di fronte, con il quale l’artista non smette mai di relazionarsi, fisicamente (danza, espressioni facciali quasi attoriali e salti da una cassa all’altro dell’amplificazione) e verbalmente. Semmai ce ne fosse bisogno, la conferma di un’artista alla sua seconda (terza? Quarta?) giovinezza.
La foto di Neneh pubblicata in questo articolo proviene dalla gallery fotografica del concerto tenuto dalla musicista al Bolognetti Rocks.
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