Recensioni

Dopo Nasir, che non era poi un granché, Nas batte consapevolmente in ritirata: questo King’s Disease è un disco vintage, che si rifugia negli anni ’90 – soprattutto produttivamente, con la manona di Hitboy bella stesa su tutte le tracce – per non uscirne (quasi) mai. Il rimando più ovvio è chiaramente ad Illmatic, ma è altrettanto scontato che il capolavoro rimanga là, bellissimo e intoccabile anche e soprattutto dopo ventisei anni. D’altronde la prospettiva è ora quella di un rapper di mezza età, che difende il suo trono con orgoglio ma non troppa verve. Nas è oggi una leggenda vivente che sa di essersi lasciata i giorni migliori abbondantemente alle spalle. Restano comunque apprezzabili i tentativi di svecchiarsi: ad esempio 27 Summers sfoggia un beat quasi drill, con un basso bello cicciotto e una coltre di synth nebulosi che, diciamolo, ci stanno.
La penna dell’Uomo sembra comunque in discreta forma: e se le riflessioni intorno a blackness, ricchezza, amore e potere non sono mai delle più profonde, il suo rap resta sempre di livello altissimo. Il problema di Nas è sempre stato e resta ancora l’incapacità di non piazzare a random qualche cazzata da subumano che ti fa pensare «ma come fa una mente del genere a prendersi certe tuonate?». In Nasir c’erano i proclami no-vax, ora invece è il turno di uscite come «the stupidest part of Africa produced Blacks that started Algebra», oppure la misoginia latente di sempre, che paradossalmente emerge ancora più lampante proprio quando Nas cerca di smarcarsi dalle accuse di violenza delle varie ex.
Chiudendo un occhio se si vuole, ci sono anche e soprattutto episodi riusciti: l’afrocentrismo di Ultra Black, bangers come Blue Benz (che potrebbe essere uscita dalle sessions di The College Dropout), la passeggiata sul viale dei ricordi Car #85, il bel numero in tandem con Anderson .Paak, i rimandi a Kobe Bryant e alle vergognose uscite di Gayle King e il panzer conclusivo Spicy. Insomma, se si è disposti a fare la pace rapidamente con i lati oscuri di Nas (e di questi tempi non è così scontato), questo lavoro è molto buono e sicuramente segna una ripresa rispetto a Nasir.
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